Pesaro, nasce la sezione dell'Isde. I medici per l'ambiente vogliono studiare le cause delle patologie per l'inquinamento

Domenica 30 Maggio 2021 di Lorenzo Furlani
I componenti della sezione provinciale medici per l'ambiente

PESARO - Per valutare l’importanza di questa branca di studi basta considerare che, secondo l’ipotesi prevalente, ora di nuovo messa in discussione dai sospetti su una sperimentazione di laboratorio, il Covid, il virus che sta mettendo sotto scacco il mondo proviene dall’ambiente, con un salto di specie dal pipistrello.

 

In ogni caso, a parte i decessi provocati dalla pandemia di Covid-19 e dalle altre malattie trasmissibili, il 65% della mortalità totale, secondo uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità, è imputabile a cause ambientali legate all’inquinamento come malattie cardio e cerebrovascolari, tumori e malattie respiratorie, con conseguenze peggiori su bambini e anziani.

Campo multidisciplinare
La medicina per l’ambiente non è una specializzazione della scienza medica bensì è un campo multidisciplinare che studia l’influenza dei fattori ambientali sull’insorgenza delle patologie. Quanto questa ricerca costituisca un’urgenza nella nostra società lo dimostrano i danni alla salute provocati dalle radiazioni, dall’inquinamento atmosferico, dall’elettrosmog, dalle intossicazioni alimentari (ovvero dall’esposizione ad ambienti di vita e di lavoro insalubri) e gli effetti dei tumori e delle malattie infettive.
Il raccordo in commissione

In questo contesto culturale, storico e sociale nasce a Pesaro la sezione provinciale di Isde (International society of doctors for the environment, ong riconosciuta da Onu e Oms, costituita nel 1990, un anno dopo la formazione di un gruppo di medici italiani interessati alla salute ambientale per garantire quella di ogni persona) ovvero i medici per l’ambiente.

La sede presso l'Ordine dei medici
L’inaugurazione è avvenuta ieri nella sede presso la galleria Roma dell’Ordine provinciale dei medici, dove la sezione Isde trova ospitalità. Il presidente è Simone Domenico Aspriello, odontoiatra e dottore di ricerca in patologie e immunometaboliche degenerative e infettive. Il raccordo funzionale con l’Ordine dei medici (da cui Isde è indipendente) avviene attraverso la sua articolazione della commissione ambiente e salute di cui è presidente Giovanni Del Gaiso, storicamente il primo associato in provincia a Isde (la cui sede italiana è ad Arezzo), che da oltre 20 anni ne segue i convegni e i corsi di formazione come quello dei medici sentinella.

Del Gaiso il pioniere
«Dobbiamo sensibilizzare soprattutto i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta - ha dichiarato ieri Del Gaiso - per raccogliere i dati sulle malattie del territorio. Da circa 20 anni c’è un’inversione del paradigma epidemiologico: da patologie per il 70% acute siamo passati al 70% di patologie cronico degenerative, infiammatorie e oncologiche. Dobbiamo ricercare tra gli inquinanti ambientali le cause di questa inversione, rapportandoci con i dipartimenti dell’Asur, con l’Arpam, l’università e le scuole, per arrivare alla prevenzione primaria delle malattie da parte della Regione su cui siamo ultimi al mondo, mentre siamo bravi nelle cure».

Il presidente Aspriello
«La medicina ambientale - ha sottolineato il presidente Aspriello - è quell’anello mancante nei libri di studio per cui ci sentiamo dire che una malattia è idiopatica, non se ne conosce la causa. Ma ora si inizia a scoprire che gli inquinanti hanno un ruolo eziopatogenetico, comunque sono fattori di rischio».

Di Isde fa parte anche il fisico sanitario e ambientale Luciano Benini, già dirigente di Arpam, che diresse a Trieste il laboratorio di radioattività all’epoca della nube radioattiva di Chernobyl. Il segretario della sezione provinciale è Antonio Senni, fondatore ed ex direttore generale del Ministero dell’ambiente. «La mission che ci attende - ha rilevato - è ciò che serve per garantirci un futuro di salute, benessere e sviluppo». Alla sezione aderiscono le biologhe Sara Dini (vicepresidente) e Sara Angelini.

Le finalità associative
La sezione di Pesaro Urbino dei medici per l’ambiente vuole dare un contributo di studio, formazione e informazione sulle questioni ambientali del territorio che possono incidere sulla salute umana. Potenziali campi di studio sono i fitofarmaci in agricoltura (il presidente Aspriello si è occupato di glifosato), la tecnologia 5G e i digestori anaerobici.

Del Gaiso ha informato che la commissione salute e ambiente dell’Ordine provinciale dei medici sta esaminando le evidenze epidemiologiche di due patologie diffuse nel nostro territorio (una nella fascia montana interna), che potrebbero avere una causa ambientale.

«Malattie inspiegabili»
Ieri ha concluso la presentazione l’ospite, ovvero il presidente dell’Ordine dei medici Paolo Maria Battistini (che presiede in modo onorario anche la sezione Isde), il quale ha fornito un’interessante chiave di lettura personale. «Ho svolto la professione di medico di medicina generale per quasi 40 anni - ha affermato -. Rispetto ai primi anni la situazione è completamente cambiata dal punto di vista delle patologie. Per quanto riguarda le malattie di origine ambientale e nutrizionistico, io credo che ci sia un grosso sommerso che deve essere studiato. Oltre ai tumori, i problemi cardiovascolari e respiratori, in questi ultimi 20 anni abbiamo assistito a un drastico aumento, inspiegabile, di patologie come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, le cataratte; queste ultime sono processi ossidativi del cristallino, che interessano fasce di pazienti sempre più giovani. Il mio record per la cataratta è un paziente 27enne».

All’inaugurazione ha portato il suo saluto, Giuseppe Visani, primario di ematologia all’ospedale di Muraglia, che con una ricerca ha dimostrato come le micro polveri, oltre a danneggiare i polmoni, possono causare con altri fattori leucemie acute.

 

 

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