Testamento nullo e conto svuotato, la badante ucraina finisce a processo

Testamento nullo e conto svuotato, la badante ucraina finisce a processo
Testamento nullo e conto svuotato, la badante ucraina finisce a processo
di Luigi Benelli
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Giovedì 24 Marzo 2022, 07:40

PESARO  - Un testamento olografo nullo e il conto svuotato, a processo una donna ucraina di 73 anni. Ma l’avvocato difensore ha fatto redigere una perizia calligrafica ed è pronto a dare battaglia in dibattimento. L’inchiesta dalla Guardia di Finanza nasce nel maggio 2021 quando hanno denunciato la donna per circonvenzione di incapace e appropriazione indebita, perché si sarebbe intestata, con quel testamento nullo un appartamento e un garage.

 

La donna è accusata di essersi impossessata anche dei soldi di un 90enne artigiano pesarese, morto nell’ottobre 2020 dopo aver sofferto per anni di gravi patologie neurologiche. I finanzieri avevano sequestrato alla donna disponibilità liquide per circa 60.000 euro e due immobili di cui ne aveva acquisito la titolarità. Le attività ispettive sono partite dalla richiesta dell’Amministratore di sostegno dell’anziano uomo il quale, in occasione della presentazione del rendiconto finanziario, aveva chiesto ulteriori approfondimenti in relazione a presunte appropriazioni eseguite dalla badante dell’anziano uomo.

Le indagini di polizia giudiziaria svolte, anche mediante l’esame dei numerosi conti correnti bancari riconducibili ai soggetti coinvolti, hanno permesso di circoscrivere precise responsabilità penali in capo alla badante e scoprire un ingente flusso finanziario in uscita dal conto dell’assistito in suo favore, pari a circa 60.000 euro, costituito da spese ingiustificate, distratte dalle ordinarie finalità di accudimento. Inoltre, era stata scoperta un’operazione in base alla quale la donna, nei giorni immediatamente successivi alla morte dell’assistito, aveva presentato presso gli uffici di un notaio pesarese un testamento olografo, in cui era previsto il trasferimento a suo favore della proprietà di due immobili dell’uomo.

Tuttavia, le indagini hanno evidenziato come la data dell’atto, scritto in stampatello, fosse successiva a quella indicata nel verbale redatto dalla Commissione medica che aveva riconosciuto la totale incapacità dell’anziano ad adempiere ai normali atti della vita quotidiana. Non è tutto. La donna aveva presentato la dichiarazione telematica di successione all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione di essere unica erede sebbene, al contrario, vi fosse la presenza di una persona con tale status. Così l’Autorità giudiziaria aveva disposto il sequestro delle somme e degli immobili illegalmente sottratti. Ieri il Gup ha rinviato a giudizio la 73enne, ma l’avvocato Massimo Tonucci è pronto a dare battaglia. «E’ stata fatta una perizia calligrafica e il testamento risulta scritto dall’anziano. Andremo fino in fondo». 

 

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