Vince al gioco e prende il reddito di cittadinanza senza averne i titoli: patteggia quasi due anni

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Luigi Benelli
Vince al gioco e prende il reddito di cittadinanza senza averne i titoli: patteggia quasi due anni

PESARO -  Aveva omesso di dichiarare le vincite al gioco e i redditi dell’azienda, imprenditore percepiva il reddito di cittadinanza senta titoli e alla fine patteggia quasi due anni davanti al giudice. Si tratta di un uomo di 56 anni, originario della Calabria, ma residente da tempo a Tavullia.

E’ finito nelle maglie della Guardia di finanza per le dichiarazioni non veritiere. Ma le banche dati incrociate hanno fatto emergere il tutto.

 

E’ comparso quindi davanti al Gup per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per un totale di 9.615 euro. Secondo l’accusa l’uomo aveva dichiarato falsamente di possedere un reddito familiare pari a 0 euro poi rettificato in poco meno di 4000 euro omettendo però di dichiarare il reddito di impresa di 16.700 euro e i redditi derivati dalle vincite al gioco. 


L’uomo era avvezzo ai giochi online per i quali utilizzava diverse carte di credito. Negli anni 2017 e 2018 aveva infatti vinto somme per 17.835 euro, omettendo deliberatamente di riportare tali informazioni nelle dichiarazioni sostitutive uniche per il calcolo dell’Isee del 2019 e del 2020. In totale i redditi omessi sono stati di oltre 30mila euro, motivo per cui l’Isee era basso ed aveva ottenuto il sussidio statale. Era stato denunciato in primavera alla procura dalle fiamme gialle di Pesaro.

Tra i capi di accusa anche la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e indebita percezione di erogazioni statali. Ieri, difeso dall’avvocatessa Pia Perricci, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, ha patteggiato 22 mesi. Una simile denuncia era già avvenuta circa un mese fa, a carico di una donna di Vallefoglia. Anche in quel caso omettendo le vincite al gioco.

Lei, 48enne, aveva ricevuto un totale 11.825 euro ma non aveva dichiarato circa 300.000 euro vinti ai giochi online, nonché i redditi del marito evasore totale per 123.000. Inoltre, durante il sostegno, la donna non aveva comunicato all’Inps, essendone obbligata, l’acquisto di un’auto, né che due componenti del proprio nucleo familiare fossero stati nel contempo assunti come lavoratori dipendenti. La finanza è molto attenta a questo fenomeno e nel corso dell’ultimo anno, come è emerso nell’ultimo bilancio del corpo, rispetto ai furbetti del “reddito di cittadinanza” sono stati intercettati oltre 151 mila euro indebitamente percepiti con ben 19 denunce. Segno che il fenomeno non è stato del tutto marginale.

Ultimo aggiornamento: 08:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA