La bacchetta da direttore d'orchestra di Rossini va all'asta: prezzo base 1.500 euro, Pesaro ci prova?

Venerdì 9 Aprile 2021 di Silvia Sinibaldi
La bacchetta da direttore d'orchestra di Rossini va all'asta: prezzo base 1.500 euro, Pesaro ci prova?

PESARO - Tra Pesaro e Passy scorrono le pagine gloriose dei 76 anni della vita di Gioachino Rossini: qui nacque e là mori in un venerdì 13 che celebriamo da oltre 150 anni. Oggi, grazie alla Casa d’Aste Gonnelli di Firenze, (la più antica casa d’asta italiana) , un prezioso cimelio rossiniano torna alla luce. Si tratta della Baguette de chef d’orchestre appartenuta a Gioachino Rossini e ricevuta in dono dal Comune di Passy, dunque sicuramente anteriore al 1868.

 

Un omaggio al compositore dalla doppia valenza: da una lato l’interessante modernità dell’oggetto che solo nella seconda parte dell’Ottocento era stato sdoganato come strumento per la direzione di un’orchestra e dall’altro l’ennesima conferma di come, a quarant’anni dal suo ritiro a vita privata, il maestro Rossini fosse ancora considerato il più grande compositore vivente. 

Il cimelio

La bacchetta da direttore d’orchestra sarà venduta all’asta alla Gonnelli nel corso della IV sessione di tre giornate di incanto, martedì 20 aprile alle ore 14, nel lotto di opere che comprende manoscritti e incunaboli, libri e spartiti musicali, atlanti e cartografie: base d’asta 1.500 euro. Il ciclo di aste si svolgerà alla Biblioteca Antiquaria e Casa d’Aste Gonnelli dal 19 al 21 aprile con due sessioni giornaliere.
Dettagliata la descrizione della bacchetta: impugnatura in avorio intarsiato in ebano e madreperla, con terminali in argento cesellato. Corpo in ebano con intarsi in madreperla e puntale in avorio. Placca in argento sagomato, con le iniziali G e R finemente cesellate e la scritta Passy incisa. 

L’oggetto

Le dimensioni della bacchetta sono canoniche: lunghezza 380 millimetri e diametro dai 15 a 10 millimetri (come è noto la bacchetta per la direzione d’orchestra è rastremata e presenta dal basso verso l’alto, uno spessore progressivamente ridotto). Lo strumento è conservato in un astuccio contenitore rigido in pelle nera goffrata, con interno sagomato a misura e un’etichetta novecentesca, dattiloscritta a inchiostro rosso: “Bacchetta di Rossini donata dal Comune di Passy”. Le dimensioni del contenitore sono di 430x30x20 millimetri.

La storia

Oggi Passy è una cittadina inglobata nell’elegante XVI arrondissement di Parigi, non lontano dal Bois de Boulogne che il compositore amava. Parte fondamentale dell’iniziativa il più importante dei collezionisti legati alla figura di Gioachino Rossini, Sergio Ragni nonché curatore scientifico dei materiali rossiniani e autore: si pensi all’epistolario, curato con Bruno Cagli per la Fondazione Rossini di Pesaro o alla biografia di Isabella Colbran del 2012 per Zecchini Editore. Una biografia straordinaria che lo stesso Ragni raccontò in un indimenticabile incontro a Palazzo Montani Antaldi nel 2019. 
Diciamoci la verità: quanto starebbe bene la bacchetta di Rossini nello splendido museo che porta il suo nome? 

 

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