Matteo Giunta: «Il matrimonio? Chiedete a Federica Pellegrini, ma prima deve sposarsi mio fratello»

Matteo Giunta: «Il matrimonio? Chiedete a Federica Pellegrini, ma prima deve sposarsi mio fratello»
Matteo Giunta: «Il matrimonio? Chiedete a Federica Pellegrini, ma prima deve sposarsi mio fratello»
di Camilla cataldo
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 09:32 - Ultimo aggiornamento: 16:38

PESARO - Dietro una grande donna, parafrasando, c’è sempre un grande uomo. Matteo Giunta, allenatore e “futuro marito” (come lo ha definito la divina) di Federica Pellegrini, la numero uno del nuoto mondiale appena ritiratasi dalle scene, è stato il protagonista della conviviale del Panathlon Club di Pesaro del presidente Angelo Spagnuolo mercoledì sera.

Il super ospite

Al ristorante Il Castiglione, il tecnico pesarese è stato il super della conviviale ed è arrivato da Riccione dove, appunto, la Pellegrini ha disputato l’ultima competizione della sua straordinaria carriera agli Assoluti: una festa spettacolare con tanto di tuffo in acqua del presidente del Coni Malagò e del primo bacio pubblico con Giunta. Davanti ai numerosi soci, (tra i quali le new entry Michele Cardinali e Alessandro Gennari) e anche alla presidente della Vis Sauro Nuoto Team Luisa Patrignani e al presidente del Panathlon di Rimini Gianluca Riguzzi, Matteo si è raccontato a 360 gradi. Con un occhio puntato sul futuro, da marito, probabilmente papà e allenatore di altri atleti. 

Parigi dietro l’angolo

Parigi 2024 è già dietro l’angolo. «La mia base resta Verona, dopodomani riprenderò il lavoro, seguo 5-6 atleti in fase evolutiva, alcuni hanno forti ambizioni rispetto alle prossime Olimpiadi, altri puntano sull’Europeo a Roma nel 2022, io continuerò a fare quello che ho fatto fino adesso. Il matrimonio? Federica ha detto già abbastanza, è lei quella spigliata, io difficilmente parlo del mio privato. Posso dirvi che a oggi non c’è una data, fino a pochi giorni fa eravamo concentrati sulle gare. E poi prima si deve sposare mio fratello, due matrimoni nello stesso anno sarebbero tosti per mamma…», sorride Giunta mentre i suoi genitori se lo mangiano con gli occhi in sala. Un ragazzo pulito, vincente, che si è fatto da solo. «Col nuoto è stato amore e odio, è uno sport tra più difficili e duri, è logorante. Poi ho smesso e, nel momento in cui non sapevo se restare nell’ambiente, mi è arrivata la proposta di una squadra importante, sono entrato dalla porta principale. Essere coach e preparatore è diventata la mia droga. E dopo Londra 2012 ho iniziato a seguire Federica». Altre considerazioni: «Chi ha successo nello sport ha successo al 99% anche nella vita, cosa che non succede al contrario. Faccio il lavoro che amo e torno a casa col sorriso. Federica è eccezionale anche nella sua longevità, il suo segreto è lei stessa, la sua fame, determinazione, voglia di spingere ogni giorno al massimo, sapeva che doveva fare qualcosa più degli altri. Alle Olimpiadi si è liberata di un peso con la quinta finale».

L’errore più grande

E ancora: «La ricerca del risultato è visto come l’unico modo per poter essere qualcuno e a volte ti fa uscire dai canoni etici, sta molto al coach dare la giusta direzione». Giunta assicura: «L’errore più grande sarebbe cercare un’altra Pellegrini. Tra i miei, ad avere più prospettive in ottica Parigi 2024 è Ilaria Cusinato, nel delfino può fare bene. E occhio a Giacomo Carini. Roma 2022 era allettante per Fede ma se la testa le direbbe di proseguire, il fisico è in riserva e certi atleti non giocano per giocare». Infine: «Ho Pesaro nel cuore e ogni volta mi rilassa tornare, quando posso rientro a casa».

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