«Siamo l'Inps, dobbiamo restituire le tasse in più», ma è una truffa. La polizia lancia l'allarme

«Siamo l'Inps, dobbiamo restituire le tasse in più», ma è una truffa. La polizia lancia l'allarme
«Siamo l'Inps, dobbiamo restituire le tasse in più», ma è una truffa. La polizia lancia l'allarme
di Luigi Benelli
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Lunedì 11 Luglio 2022, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 18:35

PESARO Le truffe non vanno mai in ferie, neppure in estate. E da qui i moniti e gli appelli delle forze dell’ordine a stare attenti, un avvertimento che riguarda soprattutto le personale anziane. Un nuovo tentativo è stato segnalato alla questura di Pesaro. Questa volta ad alzare la cornetta è stato una finta dipendente Inps che ha contattato una signora chiedendole conto di presunti rimborsi di tasse versate in eccesso. La sedicente impiegata ha prospettato alla signora pesarese la possibilità di riavere oltre 200 euro che aveva pagato in più per un errore di calcolo rispetto ai contributi.

La truffa dei falsi dipendenti Inps

Così la voce affabile e gentile prima ha prospettato l’invio di alcuni moduli e bollettini. E fino a qui, chi ha ricevuto la telefonata ha pensato fosse tutto attendibile e realistico. Poi però la sedicente impiegata ha iniziato a chiedere su quale banca volesse fosse accreditata la somma e le coordinate dell’Iban per effettuare il bonifico. E lo ha fatto con insistenza. «Sa - si è poi giustificata per convincere l’utente che nel frattempo aveva cominciato a esprimere delle perplessità sul modus - così sarebbe tutto più veloce». La pesarese ha capito che poteva trattarsi di una possibile truffa e ha risposto per le rime dicendo che avrebbe compilato il bollettino e la richiesta che le sarebbe arrivata, così come annunciato dalla telefonata, ma non dicendo altro per telefono.

Le resistenze non sono state vinte e la finta addetta Inps ha mollato: difficilmente arriverà quel fantomatico bollettino, ma nel frattempo la donna contattata ha ritenuto opportuno segnalare il tentativo di aggancio alla Questura. Non è la prima volta che accadono casi simili tanto che lo stesso istituto più volte aveva messo in guardia gli utenti.In pratica le informazioni sulla propria posizione contributiva sono consultabili accedendo direttamente al sito Inps e l’Istituto, per motivi di sicurezza, non invia mai comunicazioni mail con allegati da scaricare o link. Di qui l’invito a diffidare di comunicazioni che propongano di scaricare eventuali allegati, in quanto sono finalizzate a sottrarre fraudolentemente dati anagrafici o dati su conti correnti, Iban o carte di credito.

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