Vendeva capi d’abbigliamento con false griffe, condannato. Era stato sorpreso dalla Finanza al mercato del martedì

Il mercato cittadino, foto d'archivio
Il mercato cittadino, foto d'archivio
di Luigi Benelli
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 16:25

PESARO - Vendeva capi contraffatti o t shirt legate a serie tv e videogiochi al mercato di Pesaro.Per questo è finito a processo. Ieri la sentenza emessa dal giudice del tribunale a Pesaro. Il fatto risale al novembre del 2020 quando i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Pesaro avevano sequestrato 700 capi di abbigliamento contraffatti, riconducibili a note case di moda, serie tv, videogames, programmi youtube per un valore di mercato pari a circa 14mila euro.

 
Si parlava di maglie e felpe di note case moda, quali Chanel, Moschino, oltre ad articoli destinati ai teenagers e bambini, quali Tik Tok, Cristiano, Me contro Te, Casa di Carta, Minecraft, Fortnite. E magliette con la scritta “Buongiorno un c….”. Il valore complessivo di mercato della merce era stato stimato in circa 14mila euro. Il sequestro era avvenuto nella zona del San Decenzio dove appunto si svolge il mercato settimanale a Pesaro, ove si svolge ogni settimana il mercato cittadino. 
Qui le Fiamme Gialle, impegnate in un servizio di controllo del territorio, mirato alla prevenzione e contrasto degli illeciti nei prioritari settori di polizia economico-finanziaria del Corpo, avevano notato e sottoposto ad ispezione un ambulante intento a vendere prodotti con segni distintivi e marchi contraffatti. La persona fermata, un 42enne del Bangladesh, cittadino italiano, era già gravata da pregiudizi di polizia nello specifico settore d’intervento, per cui le operazioni ispettive erano state estese anche all’abitazione privata, dove era stata rinvenuta analoga merce in deposito. Al termine delle operazioni furono così sottoposti a sequestro circa 700 capi di abbigliamento ed accessori. 
L’uomo è finito a processo per commercio di prodotti contraffatti e ricettazione. Ieri sono stati sentiti gli ultimi testi e il pubblico ministero ha chiesto 1 anno e 4 mesi di reclusione. Dopo una breve camera di consiglio il giudice ha riqualificato il reato di commercio di prodotti contraffatti in vendita di prodotti industriali con segni mendaci e lo ha condannato a 2 mesi di reclusione. Mentre lo ha assolto dalla ricettazione perché il fatto non sussiste.
E’ stata comunque ordinata la confisca e la distruzione della merce. L’avvocato difensore Marco Defendini è comunque pronto a fare appello.

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