Pesaro, non si trovano più i medici: scatta il reclutamento dei pensionati

Pesaro, non si trovano più i medici: scatta il reclutamento dei pensionati
di Luigi Benelli
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Venerdì 8 Luglio 2022, 05:40

PESARO - Non si trovano medici per andare a rafforzare la sanità pubblica, un problema che con l’estate e le ferie diventa sempre più un rompicapo. Soprattutto in una stagione in cui il Covid sta rialzando la testa. Ci sono settori in sofferenza, per esempio tutto il comparto della guardia medica (nemmeno quella turistica è stata attivata), e ancora nell’Area vasta c’erano criticità nel settore della psichiatria per non parlare del pronto soccorso di Marche Nord dove al momento i turni sono coperti fino alla fine della settimana arrivando al 10 luglio.

La carenza di medici è una criticità sempre più evidente, tanto che l’Ordine dei Medici della provincia sta inviando a tutti gli iscritti, sperando in un potenziale coinvolgimento, la lettera appello dell’Asur Marche volta a reclutare tutti gli interessati andando a pescare tra i medici in pensione. Il conferimento «di incarichi di collaborazione coordinata e continuativa» - come si legge - riguarda infatti a medici collocati in quiescenza al fine di far fronte «alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del Covid e di garantire i livelli essenziali di assistenza». Il conferimento sarà effettuato sulla base delle necessità delle Area Vasta in relazione alla specializzazione e al curriculum formativo e professionale dei candidati. «L’incarico sarà conferito dall’Area Vasta, verificata l’idoneità del candidato e tenuto conto dell’ordine di arrivo delle domande – recita l’avviso/lettera - Ai soggetti contrattualizzati è richiesto un impegno orario settimanale di almeno trenta ore da effettuarsi secondo le necessità organizzative della struttura. Il trattamento economico omnicomprensivo previsto è pari a 40 euro all’ora». Questo in sintesi l’avviso girato dall’Ordine dei Medici di Pesaro agli associati. Il presidente Paolo Maria Battistini commenta: «È un annuncio che ci trova favorevoli, tanto che abbiamo subito mandato una mail agli iscritti diffondendo la comunicazione. È un periodo di grave carenza di personale medico e questa ne è una controprova. Per medicina generale sono molto importanti i medici pensionati, ma fino ad ora era vietato fare sostituzioni per via di accordi nazionali. Con questa soluzione molti medici che vogliono ancora esercitare e dare una mano possono dare il loro contributo». Il periodo è difficile.«C’è un forte bisogno di medici, basti pensare che chi sta facendo il tirocinio ha già in carico 600 pazienti, cosa impensabile fino a poco tempo fa. La guardia turistica non è stata attuata, la guardia medica ha una copertura limitata a dei giorni e non è presente in molte località. Questa può essere una strada percorribile per richiamare persone in attività, poi non so chi accetterà e quali incarichi. I pensionati sono una vera risorsa». Parole a cui Dario Bartolucci del sindacato Fimmg aggiunge: «Evidenzia una fase delicata. Se qualcuno volesse dare il proprio contributo non c’è alcun problema. Certo è che dopo lo smantellamento delle Usca a favore delle Uca pagate 23 euro l’ora, si farà fatica a trovare giovani medici per coprire quei posti». Amplia il ragionamento Vania Sciumbata della Fp Cgil: «E’ una comunicazione che denuncia la difficoltà enorme a reperire medici dato dall’errore noto di programmazione nazionale a cui non si è messo mano. Ma in questo territorio tutto è reso più complicato dalla fase di cambiamento degli assetti regionali. La riforma ha previsto l’istituzione di cinque aziende sanitarie territoriali (Ast). I medici avendo possibilità di scelta ci pensano due volte prima di venire nelle Marche. Abbiamo avuto telefonate di professionisti che chiedono come funzionerà il tutto e quali conseguenze ci saranno per la perdita dell’Azienda ospedaliera Marche Nord. È una fase di passaggio che rischia di diventare difficile. C’è una forte differenza tra domanda e offerta: i medici formati sono inferiori alle richieste. E nelle Marche abbiamo una sola facoltà di medicina: questo significa avere meno specializzandi a discapito di regioni dove i giovani si fermano per fare esperienza e lavorare. Da ultimo c’è la concorrenza delle cooperative private che garantiscono ai medici più guadagno e possibilità di scegliere i turni, una questione da affrontare a livello nazionale».
Luigi Benelli

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