Detenuto devasta una sezione del carcere. I sindacati intervengono: «Trasferitelo»

Mercoledì 9 Dicembre 2020 di Luigi Benelli
Detenuto devasta una sezione del carcere. I sindacati intervengono: «Trasferitelo»

PESARO  - Telecamere distrutte, impianto elettrico divelto e black out. Detenuto tiene sotto scacco una intera sezione del carcere di Pesaro e i sindacati di polizia penitenziaria si dicono «stanchi di questi eventi così critici». A riferirlo sono le Organizzazioni Sindacali Osapp, Uilpa, Sinappe-Spp, Uspp, Fp Cgil. 

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«Nella serata di lunedì un detenuto di nazionalità marocchina per futili motivi ha devastato un’intera sezione detentiva, dapprima ha divelto e distrutto le telecamere poste all’interno del reparto detentivo poi ha staccato parte dell’impianto elettrico dal muro provocando un black-out sulla linea elettrica. Non contento e non affatto soddisfatto, ha distrutto tutto quello che gli capitava a tiro ovvero tavoli, sgabelli, telefoni, mettendo in subbuglio ed a rischio la sicurezza del reparto. Inutili e inascoltati sono stati i tentavi messi in atto dal Personale di Polizia Penitenziaria, allo scopo di farlo desistere nel distruggere i beni dell’Amministrazione Penitenziaria». Qui i sindacati sottolinea il rischio corso dagli agenti. «Il detenuto era in preda ad una crisi di nervi e in questi casi bisogna solo “sperare e pregare” che l’Agente in servizio in sezione non abbia la peggio. Lo stesso detenuto alcuni giorni or sono aveva devastato ed incendiato un’altra stanza detentiva distruggendo i sanitari e le suppellettili a cui ha dato fuoco bruciando un materasso e di conseguenza rendendo inagibile la camera». 


Aggressioni, insulti, minacce all’ordine del giorno come denunciato anche settimane fa. «Le ultime demolizioni e distruzioni messe in atto dal ristretto sono le ultime di una lunga serie, difatti tale soggetto si distingue per averle compiute in tutti gli Istituti dai quali è stato allontanato per gli stessi gravi motivi. Ingenti sono finora i danni di cui dovrà rispondere, diverse migliaia di euro, ma essendo indigente economicamente mai potrà risarcire lo Stato per i danni arrecati. 


«Il detenuto in questione si aggiunge alla lunga schiera di tutti quei soggetti che solitamente compiono il cosiddetto “Turismo Penitenziario”, ovvero trasferimenti da un in istituto ad un altro nella speranza il detenuto possa ravvedersi e sia “folgorato” come “San Paolo sulla via di Damasco”. A questo punto anche noi chiediamo a gran voce e con urgenza il trasferimento immediato del detenuto, visto che allo stato attuale pare non ci siano più stanze disponibili ad accogliere un soggetto con tali problematiche»

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