Pesaro, delitto Lulli: ergastoli confermati
per Igli e Marjo: «E adesso Ambera»

Venerdì 28 Giugno 2019 di Luigi Benelli
PESARO - Confermati gli ergastoli per Igli Meta e Marjo Mema, 23enni albanesi, autori dell’omicidio di Ismaele Lulli, il 17enne di Sant’Angelo in Vado sgozzato nel luglio del 2015. Ieri una giornata ricca di colpi di scena in Cassazione. Sia il procuratore generale sia le difese, ma anche le parti civili hanno chiesto l’annullamento con rinvio. Per motivi diversi. Ma in serata i giudici hanno dichiarato inammissibili tutti i ricorsi confermando i due ergastoli. La madre di Ismaele, Debora, da Roma fa sapere: «Mio figlio non c’è più, ma sapere che gli autori staranno dentro, mi dà un senso di giustizia. Non voglio dire che sono contenta, perché così non è, ma giustizia è fatta. Devo ringraziare gli avvocati Marco Martines e Maria Cristina Ciace perché sono persone di grande cuore oltre che professionisti. Sono andati in Cassazione senza che potessi pagarli e questo ha un valore immenso. Lo hanno fatto per me e Ismaele. Adesso aspettiamo Ambera. Anche lei è responsabile come gli altri». La corte d’assise d’appello, nel motivare la sentenza, non aveva individuato la mano dell’assassino. 
 
«Per la morte di Ismaele Lulli debbono rispondere allo stesso titolo entrambi gli imputati  – scrivono i giudici - perché «è innegabile circostanza che sono stati sempre presenti al momento in cui è stato ucciso». Non solo, quella sentenza aveva tolto l’aggravante della premeditazione inflitta in primo grado e aggiunto le sevizie, che non erano state prese in considerazione. E questo ha fatto sì che procuratore generale chiedesse l’annullamento con rinvio perché fosse rivalutata la premeditazione. Anche le difese di Marjo e Igli avevano chiesto l’annullamento per differenziare le posizioni e togliere le sevizie. Ma i giudici hanno tirato dritto. 
«Siamo ancor di più sorpresi – spiega Salvatore Asole, avvocato di Igli - perché è stata rigettata anche la richiesta del pg. Allora non c’era premeditazione? Vengono dati due ergastoli sulla base di sevizie e sei punzecchiature? Aspettiamo le motivazioni e assieme all’avvocato Carlo Taormina lavoreremo per un riesame del caso. Io e Carlo Taormina – spiega Asole – abbiamo puntato sul fatto che le punzecchiature non possono essere considerate sevizie. E sulla desistenza, perché Igli ha sempre detto di aver inferto due coltellate e poi di essersi fermato. Sarebbe stato Marjo a finire Ismaele. Le condotte dei due vanno differenziate, aspetto su cui anche la difesa di Marjo con gli avvocati Alessi e Aricò si è soffermata».
Marjo era stato condannato a 28 anni e 4 mesi in primo grado a Pesaro. L’omicidio era nato per motivi di gelosia. Igli non aveva digerito il tradimento della sua fidanzata Ambera con Ismaele, cosa che ha scatenato la sua gelosia. Ismaele era stato attratto da un messaggio trappola di Ambera, fidanzata di Meta. Al posto di Ambera si presentarono al luogo dell’incontro Mema e Meta che lo portarono a San Martino in Selvanera, dove Ismaele è stato trovato morto. Sarà definita nelle prossime settimane anche la posizione di Ambera Saliji per cui la corte d’assise di Pesaro aveva ritrasmesso gli atti in procura per indagarla per concorso in omicidio.  © RIPRODUZIONE RISERVATA