Alla riapertura dell’hub di Gradara è sprint di terze dosi: 340 vaccini in poche ore. «Non fermiamoci»

Alla riapertura dell hub di Gradara è sprint terze dosi; 340 vaccini in poche ore. «Non fermiamoci»
Alla riapertura dell’hub di Gradara è sprint terze dosi; 340 vaccini in poche ore. «Non fermiamoci»
di Thomas Delbianco
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Domenica 5 Dicembre 2021, 07:50

PESARO  - Grande affluenza ieri mattina alla riapertura dell’hub di Gradara: in poche ore più di 340 vaccini, soprattutto terze dosi, ma arriva anche chi ancora non si era mai vaccinato contro il Covid. «Un grande sprint» commentano gli organizzatori. L’orario ufficiale di apertura del palazzetto dello sport di Gradara per il ritorno dell’hub vaccinale di prossimità, ieri era fissato alle 9.

Ma già alle 7,30 c’erano almeno 12 persone in attesa. E alle 8 la coda iniziava già ad essere consistente. Così il punto vaccinale è stato aperto già dalle 8,15 con un lavoro incessante per tutta la mattinata, chiudendo le somministrazioni nel primo pomeriggio alle 15, ben oltre l’orario prestabilito (ore 13). L’hub, gestito dai medici di medicina generale, in accordo con l’Area Vasta 1 e con il supporto di associazioni di volontariato, Usca di Pesaro e Protezione Civile che ha coordinato i flussi dentro e fuori il palazzetto, ha chiuso l’attività della prima seduta con 342 vaccini effettuati, di cui 200 su prenotazioni.


«E’ stato sicuramente un buon inizio - commenta argomentando il dottor Marco Caroli, medico generale che ha lavorato ieri al palazzetto di Gradara - in prevalenza sono state somministrate terze dosi, tra prenotati e anche tra non prenotati. Ma c’è stata anche una percentuale di prime dosi, però sicuramente inferiore rispetto alla dose booster. E nessun richiamo». L’hub di Gradara ha riaperto ieri a tre mesi di distanza dall’ultima seduta estiva. In quattro mesi erano stati somministrati 2200 vaccini. Il centro vaccinale “volante” sarà operativo anche nelle prossime due giornate di sabato in mattinata. L’obiettivo è quello di dare una risposta alla domanda crescente di vaccinazioni, anche per l’arrivo del Super Green pass e della situazione in peggioramento legata alla quarta ondata Covid che spinge più persone ad affacciarsi alla prima dose e ad anticipare la terza, per chi ha già fatto il richiamo con cinque mesi di distanza. E allo stesso tempo arginare nel distretto pesarese l’incremento dei contagi, in un territorio dove i livelli di vaccinazioni sono tra i più bassi delle Marche, tra il 66 e il 72% secondo gli ultimi dati nella zona compresa tra Gradara, Tavullia e Gabicce, 78% a Pesaro (media regionale 81%).

L’area compresa tra Gradara, Vallefoglia, Gabicce e Tavullia conta ad oggi 253 positivi, che diventano 865 se vengono conteggiati anche i casi di contagi a Pesaro. «I dati non sono buoni per la nostra zona e la elevata affluenza di oggi (ieri, ndr) ci fa ben sperare - dice l’assessore alla Protezione Civile di Gabicce Aroldo Tagliabracci - Speriamo che i no vax si ricredano e si vaccinino, sia per loro che per la comunità intera. Per il momento tre giornate di apertura, poi avremo il camper dell’Asur il 30 dicembre a Gabicce. E vedremo come procede la campagna di vaccinazione per aprire qualche altra giornata al fine di coprire il massimo della popolazione». Un monito che viene anche dal sindaco Matteo Ricci espresso più volte nel suo tour dei quartieri. 


«Siamo ancora troppo indietro, dobbiamo vaccinarci- ha detto l’altro giorno nella tappa di Monteciccardo - A Pesaro su quasi 100mila abitanti ci sono ancora 20mila persone ancora non vaccinate. Il virus continua a girare e non possiamo permettercelo, anche dal punto di vista socio-economico. Se non blocchiamo la pandemia questa fase economica si interromperà». Un tema che è stato riproposto durante la cena “condivisa” Ricci ha spaziato anche tra i temi di attualità: «In questo momento a Pesaro - ha riferito il primo cittadino - ci sono 560 positivi, numeri che stanno crescendo, come aumenta anche il rischio di ritornare in dad»

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