Corsa a ostacoli per i vaccini in farmacia: «Mancano le indicazioni per partire»

Sabato 8 Maggio 2021 di Letizia Francesconi
Corsa a ostacoli per i vaccini in farmacia: «Mancano le indicazioni per partire»

PESARO - Senza la certezza dei quantitativi di vaccino destinati e un’accelerata delle procedure di Asur si allungano i tempi per la partenza del servizio vaccinazioni in farmacia. Sembrava che tutto dovesse partire in tempi rapidi osservano i farmacisti, eppure restano ancora procedure operative e burocratiche da definire, che fanno propendere per un avvio del servizio alla collettività non prima di fine mese.

 

Su una platea iniziale di 60 farmacie potenzialmente interessate, ad aderire al momento sono 32 farmacie private associate Federfarma e a queste si aggiungono 7 comunali. 

Il quadro

Stefano Golinelli, presidente Federfarma Pesaro e titolare della farmacia Antonioli, sta seguendo passo dopo passo l’iter pratico a cui ogni farmacia deve adeguarsi. «L’unica certezza al momento riguarda tempistiche e modalità del corso pratico per l’abilitazione del farmacista o dei suoi collaboratori – entra nel merito Golinelli – sono 30 le farmacie dei Pesarese ad aver completato il corso abilitante teorico, e stiamo attendendo a giorni che il Servizio Salute regionale comunichi l’elenco dei sanitari-tutor presenti in ogni hub vaccinale del territorio. Asur dovrebbe comunicare nelle prossime ore le credenziali di accreditamento riservate ad ogni farmacia per la formazione pratica, che consiste in 8 ore all’interno della sede vaccinale della propria città, supportando medici e infermieri di Asur e 4 ore affiancati dal tutor, che sarà il servizio sanitario regionale a indicare. 

La platea

L’altro nodo che la Regione deve sciogliere riguarda la platea di cittadini che possono rivolgersi alla propria farmacia di riferimento per ricevere il siero. Per questo attendiamo che il Servizio Salute ci fornisca un elenco per Comune di riferimento con i numeri della fascia di età, che all’apertura delle prenotazioni sul portale Poste, potrà rivolgersi alla farmacia stessa. In riferimento alle ultime disposizioni pare che le farmacie potranno intercettare le prenotazioni della fascia 60-65 anni. L’obiettivo è riuscire a garantire il servizio con una media di 10 vaccini al giorno da somministrare». 

Gli spazi

Partita la ricerca di spazi idonei per vaccinare in sicurezza, anche perché lo sanno bene i farmacisti, saranno previsti controlli periodici da parte di Asur per la sicurezza negli ambienti di lavoro. Già mesi fa, non appena la Regione aveva autorizzato le farmacie a effettuare test rapidi sierologici, una farmacia cittadina era stata sanzionata, perché effettuava il test su prenotazione in spazi non adeguate per il distanziamento. E ora con le vaccinazioni i controlli saranno certamente ancora più stringenti. «A tutti i farmacisti – prosegue Golinelli – viene data la possibilità di allestire strutture esterne adiacenti la propria attività, dove ricevere i prenotati da vaccinare mentre altre farmacie hanno già comunicato l’intenzione di garantire il servizio a farmacia chiusa, allungando magari di un’ora, la sera l’orario di lavoro. Dovrà essere garantita la presenza del medico vaccinatore abilitato e un operatore della farmacia per le pratiche di registrazione, compilazione moduli e caricamento dati sul portale». 

Pronti a partire

Claudio Mari della San Salvatore di Largo Aldo Moro pensa di montare un gazebo proprio di fronte alla sua farmacia, se il servizio verrà richiesto da un buon numero di pesaresi oppure ancora a farmacia chiusa dopo le 20 di sera con orario estivo prolungato. La farmacia Antonioli invece si organizzerà somministrando il vaccino nel normale orario. «Ho la possibilità di un locale con ingresso separato rispetto alla sede – osserva Golinelli – e questo consente di prendere con più facilità le prenotazioni e soddisfare più utenti per fasce orarie, garantendo anamnesi, inoculazione e attesa, considerando che il tempo intercorso fra una prenotazione e l’altra è intorno ai 20-25 minuti». 

L’elasticità

Chi invece per mancanza di spazio interno ed esterno sceglie al momento di non aderire è il dottor Antonio Astuti. «Resta un dato di fatto che la Regione Marche e per conseguenza le nostre farmacie, sono più indietro rispetto ad altre realtà vicine. Per chi non aderisce, resta la possibilità aperta anche ad altri colleghi, una volta acquisita l’idoneità ad essere vaccinatori, di dare la propria disponibilità a Dipartimento di Area Vasta o Distretti sanitari per vaccinare all’interno degli hub, a supporto del personale Asur, implementando la platea dei volontari nei momenti in cui ci sarà maggior bisogno, in vista dell’allargamento annunciato a tutte le altre categorie e fasce di età».

 

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