Gli insegnanti senza Green pass denunciano tre presidi che non li fanno entrare a scuola

Sabato 4 Settembre 2021 di Luigi Benelli
Gli insegnanti senza Green pass denunciano tre presidi che non li fanno entrare a scuola

PESARO - Caos insegnanti perché non in possesso del Green pass, scattano le prime denunce. Il braccio di ferro è iniziato tra chiamate alle forze dell’ordine e malumori. L’avvocatessa Isabella Giampaoli è impegnata nella battaglia perché segue un centinaio di docenti in tutta la provincia e una ventina di studenti universitari.

 

«Ho fatto partire le prime tre denunce ad altrettanti dirigenti scolastici di istituti comprensivi della città di Pesaro – spiega Giampaoli – Il reato ipotizzato è quello di violenza privata e abuso d’ufficio. Il decreto è inapplicabile ed è in contrasto con la normativa europea perché il green pass non può essere utilizzato per discriminare il personale docente. C’è chi è stato rimbalzato e il decreto non dice che si può impedire l’accesso. Gli insegnanti sono molto delusi ed agguerriti, per cui andremo avanti con la battaglia legale». Via libera anche ai test salivari rapidi che potrebbero dirimere diversi casi e aprire una breccia conciliatoria, ma Giampaoli assicura: «Stiamo avendo riunioni costanti con i docenti ed entro la settimana preparerò anche la diffida rivolta ai dirigenti scolastici che non consentiranno l’accesso al corpo insegnanti. La prossima riunione è fissata per il 13, a due giorni dall’inizio della scuola. Seguo un centinaio di docenti di tutti gli ordini e grado. Compresi quelli della scuola privata che si ritrovano senza il rinnovo del contratto in caso di assenza di green pass». Abbiamo già raccontato in questi giorni il caso dell’insegnante di religione che lamenta di aver perso il posto di lavoro nella scuola paritaria della diocesi dopo 10 anni di servizio. Nello studio dell’avvocatessa Giampaoli sono state raccolte nei giorni scorsi 600 firme per la petizione Scuola redatta dal professore Daniele Granara. Il tema è caldo e ci saranno strascichi pesanti anche da un punto di vista legale. Tra i reati ipotizzati anche il trattamento illecito di dati sensibili senza autorizzazione. 

 

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