Asili e nidi, scatta l'allontanamento: «Senza il Green pass, via». E niente tamponi gratuiti

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Luigi Benelli
Asili e nidi, scatta l'allontanamento: «Senza il Green pass, via». E niente tamponi gratuiti

PESARO - Personale scolastico e Green pass, una lavoratrice che gravita nel settore dei servizi educativi comunali allontanata perché non in regola. Ma anche una sacca di resistenza di insegnanti no vax che sono determinati a proseguire a suon di tamponi la loro attività didattica. Ed è muro contro muro sulla gratuità dei test a cui dovranno sottoporsi regolarmente se non vorranno incorrere in pene più severe tipo la sospensione. Oggi ripartiranno all’interno del territorio comunale i servizi rivolti ai bambini 0-3 anni con l’apertura dei 13 asili nido del Comune di Pesaro, mentre le porte delle scuole dell’infanzia comunale si apriranno ufficialmente il prossimo 13 settembre. 

 

Che cosa succede

«Dal 30 agosto tutto il personale educativo ed ausiliario ha ripreso l’attività nelle diverse sedi, in preparazione dell’accoglienza dei piccoli – ha spiegato l’assessore alla Crescita Giuliana Ceccarelli, ricordando la novità - Dal primo settembre è entrato in vigore l’obbligo del Green pass. Il possesso e l’esibizione della certificazione verde Covid-19 vale per tutto il personale educativo ed ausiliario, sia comunale che delle cooperative affidatarie, presente nei plessi». I controlli saranno giornalieri e verranno attuati dalla direzione e dai suoi incaricati. «Abbiamo iniziato subito e in tutte le strutture – ha sottolineato a questo proposito l’assessore Ceccarelli - Su 218 lavoratori in servizio, al momento solamente una persona è stata trovata sprovvista di certificazione e non ha potuto prendere servizio». In pratica è stata allontanata così come prevede la legge. Tutto il personale «è a conoscenza che la norma deve essere applicata (il Decreto Legge n. 111 del 6 agosto 2021 ndr). Sanno che trovarsi al lavoro in mancanza di certificazione valida comporta una sanzione che va da 400 a 1000 euro e l’allontanamento dal servizio». Inoltre, sempre secondo il decreto legge, a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro può essere sospeso, senza dovuta retribuzione o compenso. La situazione è dunque variegata, come spiega l’assessore Ceccarelli: «Per quanto riguarda il personale che afferisce alle scuole comunali riscontriamo una decina di insegnanti circa che non vogliono vaccinarsi. Si stanno però presentando a scuola con il tampone e questo garantisce l’accesso». E qui scatta un altro tema, il costo del tampone. «Siamo stati contattati dai sindacati perché una ventina di educatrici/insegnanti di Pesaro e Fano si sono presentati chiedendo loro di perorare la causa dei tamponi gratuiti – spiega Ceccarelli – ma come Comune di Pesaro non garantiremo la gratuità dei tamponi». Il messaggio è chiaro e preciso. Nonostante l’intermediazione dei sindacati, la linea è quella di sposare la campagna vaccinale e convincere anche la sacca di resistenti. Che è più allargata se si considerano anche le scuole superiori, come spiega il preside del liceo scientifico Marconi Riccardo Rossini.
La chiarezza
«Al momento non abbiamo casi di persone sospese dopo i cinque giorni in cui non si presentano al lavoro con il pass. Ma nelle scuole superiori pesaresi ci sono una decina di insegnanti che potrebbero rischiare il posto perché determinate a non vaccinarsi o non essere in regola col tampone. È una follia essere disposti a perdere il posto di lavoro, ma tutto sarà più chiaro nei prossimi giorni quando ci sarà un monitoraggio e forse qualche provvedimento». 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 09:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA