Preso con le dosi di cocaina dopo il pedinamento: condannato, ma può tenersi i soldi

Sabato 12 Giugno 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, condannato per le dosi di cocaina ma può tenersi i soldi: potrebbero non non provenire dallo spaccio

PESARO - Hanno seguito da Pesaro a Fano una giovane donna sulla trentina, pesarese nota nell’ambito del consumo degli stupefacenti. Lo scambio di droga. Poi l’arresto di un albanese. Ieri la condanna con rito abbreviato. Il passaggio della cocaina era avvenuto nel quartiere San Lazzaro, davanti al palasport. Ma l’uomo ha negato sin dall’inizio ogni addebito. I carabinieri del nucleo investigativo l’avevano arrestato in flagranza di reato.

 

I militari si erano appostati seguendo la pista della trentenne pesarese nota nell’ambito del giro del consumo di droga perché ritenuta assuntrice seriale di sostanze stupefacenti.

I carabinieri

Appena c’è stata la cessione della sostanza, i militari sono intervenuti e hanno arrestato il pusher, giovane un albanese residente a Fano di 20 anni, lavoratore dipendente. Dal successivo controllo è emerso che si trattava di 4 grammi di cocaina smerciati, ma gli investigatori sono andati avanti nell’indagine e hanno trovato un block notes con degli appunti. L’obiettivo era verificare se fosse un’agenda di contatti e possibili clienti, per poi ricostruire il giro di affari del giovane. Nell’ambito dell’indagine sono stati anche sequestrati 4000 euro in contanti che erano stati ritenuti di dubbia provenienza. Ieri mattina in tribunale a Pesaro il rito abbreviato con il ragazzo albanese difeso dall’avvocatessa Ina Begici. L’accusa era quella di spaccio, ma al giovane sono stati contestati più episodi in continuazione. Il pm ha chiesto 2 anni e 2 mesi, il ventenne ha negato gli addebiti dicendo che lui e la pesarese consumavano insieme la droga e che dunque tutto sarebbe successo nell’ambito dell’utilizzo personale di sostanze stupefacenti, senza il reato di detenzione di droga ai fini di spaccio. Tanto che alla giovane non sarebbero stati richiesti soldi. Il giudice alla fine ha condannato a 1 anno e 6 mesi il ragazzo e ha disposto il dissequestro dei quattromila euro non ritenuti quindi sicuro provento di spaccio. 

 

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