Circuiscono pensionato con incontri sexy per poi derubarlo e ricattarlo con foto hot

Venerdì 5 Marzo 2021 di Luigi Benelli
Circuiscono pensionato con incontri sexy per poi derubarlo e ricattarlo con foto hot

PESARO  - Accusate di furto, estorsione e indebito utilizzo di carta di credito sullo sfondo di una presunta storia di bollenti incontri con cui hanno irretito un pensionato. Avrebbero persino minacciato l’uomo di postare delle foto hot dei loro rapporti sulle piattaforme social. Due donne sono ora finite sotto processo insieme a una terza persona, libero professionista. 

 


In tribunale la storia di un pesarese sulla settantina che sarebbe stato circuito da due donne, una di 30 e l’altra di 40 anni. Il loro obiettivo, secondo l’accusa, arraffare dei soldi all’uomo. Così sono partite le lusinghe amorose e molto di più: una serata a tre in camera da letto, dove però la 40enne, di origini marocchine, a seno scoperto, avrebbe poi sfilato la catenina d’oro dal collo della vittima. Dopo quell’incontro, il 70enne si è accorto del furto e anche dell’ammanco di 200 dalla tasca dei pantaloni, ma gli incontri a tre sono proseguiti.

In un’altra occasione le due donne avrebbero intrattenuto l’anziano nella tavernetta di casa sua, poi con una scusa la trentenne sarebbe andata al piano di sopra dove avrebbe trovato una scatola nascosta in un pertugio contenente 5000 euro in contanti poi spariti. A questo punto della storia entrerebbe in scena anche il libero professionista. Proprio nella sua auto, secondo la querela sporta dal pensionato, la trentenne gli avrebbe strappato dalle mani il portafoglio contenente il bancomat con il pin, ma anche una tessera prepagata di un supermercato dal valore di circa un migliaio di euro oltre a 200 euro in contanti. Solo le tessere sarebbero state restituite qualche settimana dopo, una volta bloccate dall’istituto di credito per prelievi anomali. 

 


Ed è proprio per questo motivo che alle due donne viene addebitata anche l’accusa di indebito utilizzo di carte di credito. Avrebbero fatto pure la spesa con la ricaricabile del pensionato. Infine l’accusa di estorsione in concorso fra i tre. Secondo l’accusa avrebbero intimato l’anziano di consegnare loro dei soldi, il tutto sotto il ricatto di pubblicare foto compromettenti sui social e sulle piattaforme. Un’estorsione che sarebbe stata rafforzata da minacce colorite da espressioni come «ti distruggiamo casa se fai denuncia». L’uomo avrebbe consegnato a più riprese soldi per circa 2000 euro, ma il tutto gli avrebbe procurato un forte stato di stress emotivo tanto da non riuscire più a dormire la notte e prendere tranquillanti. 


Settimane difficili vissute come un vero incubo fatto di vessazioni e ricatti finchè l’uomo non ha trovato il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine. A convincere l’anziano a denunciare il tutto è stato il direttore della banca a seguito dei prelievi anonimi quanto costanti. Così si è incardinato il processo che ieri ha visto la prima udienza davanti al collegio del tribunale di Pesaro. La 40enne marocchina è difesa dall’avvocato Leonardo Chiocci del foro di Pesaro.

 

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