Calci in pancia dopo aver partorito, poco più di due anni al compagno violento

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Luigi Benelli
Calci in pancia dopo aver partorito, poco più di due anni al compagno violento

PESARO - Calci in pancia dopo aver partorito, condannato per maltrattamenti e lesioni il compagno violento. È la storia di una ragazza pesarese di 24 anni che per diversi mesi ha subito umiliazioni, vessazioni e in alcuni casi anche percosse dal compagno, 35enne del Congo. Un rapporto malato in cui, secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo la svalutava, la insultava dicendole che non era capace di fare nulla. «Sei insopportabile, una scansafatiche». Litigi continui in cui lui l’avrebbe strattonata e colpita con schiaffi e pugni per il solo fatto che lei gli chiedesse dove era stato. 

 

Vessazioni e umiliazioni

Il peggioramento è avvenuto durante la gestazione e dopo la nascita della figlia, con episodi tali da far scattare la denuncia. Dopo un litigio, lui avrebbe spintonato lei incinta: non era caduta perché si era aggrappata al letto. In un altro caso, con la neonata piangente, lui gliela aveva tolta dalle braccia per poi darle un calcio in pancia tale da scaraventarla a terra. Vessazioni sempre più pesanti tanto da accusarla di non saper accudire la figlia. E ancora giù botte e schiaffi anche per motivi di gelosia. Tanto da prendere il cellulare di lei e buttarlo violentemente a terra. Atteggiamenti violenti anche per non aver gradito una cena, tanto da tirare una scarpa in faccia alla povera compagna. E ancora: «Non sei capace a fare la spesa» e giù schiaffi. Lesioni che in un caso hanno costretto la ragazza a rivolgersi al pronto soccorso dove le hanno diagnosticato una distorsione del rachide cervicale guaribile in due giorni. Dopo mesi di soprusi la giovane ha raccontato tutto alle forze dell’ordine e il caso è finito davanti al giudice. Il 34enne è finito sul banco degli imputati accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate dal fatto che i due erano legati da una relazione affettiva. Nel frattempo i due si sono separati e per fortuna non ci sono stati altri contatti. La giovane ha cristallizzato i fatti in incidente probatorio e ieri, con rito abbreviato, si è arrivati alla discussione. Il pubblico ministero Silvia Cecchi ha chiesto 2 anni e 2 mesi di condanna e il giudice, in linea con la richiesta del pm, ha inflitto la pena di 2 anni e 2 mesi al congolese. 

 

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