Caos burocratico per il doppio cognome ai neonati. Tensione tra Marche Nord e Prefettura

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Lorenzo Furlani
Caos burocratico per il doppio cognome ai neonati. Marche Nord sospende le registrazioni e la Prefettura si arrabbia: «Rispristinate il servizio»

PESARO - Per sospendere un servizio pubblico è sufficiente dover registrare un neonato con due cognomi, anziché con uno. Ovvero per mandare in tilt la burocrazia può bastare una sentenza della Corte costituzionale, anche se lineare e di nessuna difficoltà interpretativa. Concretamente è bastata la sentenza che dispone l’attribuzione al figlio del cognome di entrambi i genitori, salvo il comune accordo degli stessi per un solo cognome, per indurre l’azienda ospedaliera Marche Nord a sospendere le registrazioni dei neonati del punto nascite con la richiesta di sollecite indicazioni operative alla Prefettura. 

 


Nessun dubbio interpretativo

La risposta della Prefettura, effettivamente tempestiva, è risultata poco corroborante per le competenze e l’efficienza della direzione di Marche Nord (da cui la richiesta proveniva), visto che l’ufficio territoriale del governo, dopo aver replicato il contenuto della sentenza attraverso una circolare del Ministero dell’interno, ha invitato l’azienda ospedaliera «a riattivare con sollecitudine il servizio non essendo sorte difficoltà interpretative o applicative particolari».
Dunque, un inciampo formale, un’ordinaria interlocuzione per mala burocrazia sennonché a dare eco alla vicenda, elevandola al rango di incidente istituzionale con un’urgente richiesta di chiarimenti a Marche Nord, interviene l’amministrazione comunale di Mombaroccio tramite un’interrogazione consiliare in cui si stigmatizza “l’interruzione del pubblico servizio” e si chiede conto delle motivazioni per cui tale decisione della direzione di Marche Nord è stata comunicata solamente a 11 Comuni e non a tutti 50 della provincia di Pesaro Urbino.

La missiva della direzione

La questione nasce dalla missiva inviata lo scorso 14 giugno dalla direttrice facente funzioni Paola D’Eugenio della direzione amministrativa di presidio di Marche Nord alla Prefettura e per conoscenza ai Comuni di Colli al Metauro, Pesaro, Fano, Terre Roveresche, Mondolfo, Vallefoglia, Mondavio, Montelabbate, Cartoceto, Acqualagna e Fossombrone. «A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 01/06, della sentenza della Corte Costituzionale numero 131/2022 - scrive la dirigente - che prevede l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori al figlio, si chiedono indicazioni operative da fornire agli uffici accettazione amministrativa di questa azienda, delegati alla raccolta delle dichiarazioni di nascita. Nelle more, si comunica che il servizio di raccolta delle predette registrazioni di nascita è da considerarsi momentaneamente sospeso».

La richiesta a Capalbo

La risposta della Prefettura, a firma del viceprefetto Angeloni, è arrivata il giorno seguente con l’invito a ripristinare con sollecitudine le registrazioni delle nascite e un riepilogo della decisione della Consulta, secondo la quale dal 2 giugno al figlio si deve attribuire il cognome dei due genitori, salvo un loro accordo per assegnargli un solo cognome; l’ordine dei cognomi deve essere concordato, altrimenti si ricorre al giudice. L’interrogazione firmata da tutti i consiglieri di maggioranza di Mombaroccio definisce «inquietante» la lettera dell’azienda Marche Nord e sottolinea come la dirigente firmataria sia «notoriamente strettissima collaboratrice del direttore generale Maria Capalbo». Il sindaco Emanuele Petrucci ha chiesto alla stessa Capalbo «con cortese urgenza» le informazioni per rispondere all’interrogazione.

 

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA