Il bullo della baby gang comincia a pagare: prima condanna per i danni alla scuola

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Luigi Benelli
Il bullo della baby gang comincia a pagare: prima condanna per i danni alla scuola

PESARO - Game over per il ragazzino della baby gang di piazza Redi: è arrivata la condanna per uno dei fatti di cui è accusato. Lui è un neo 18enne finito in carcere con l’accusa di spaccio e ora è in una comunità di recupero. La squadra mobile gli ha contestato diversi fatti come rapine, furti, botte a minorenni. Cinque episodi, tali da far scattare la misura cautelare per il bullo della baby gang di piazza Redi.

 

Ieri davanti al Gup uno degli episodi. Il ragazzo difeso da Carlo Rampino e Luca Pagnoni Di Dario ha patteggiato a 2 mesi e 20 giorni per il danneggiamento alla scuola Don Gaudiano. Qui aveva rotto uno dei vetri della scuola ed era stato incastrato grazie alle telecamere di videosorveglianza. 

Un segnale per tutti

A seguito del pagamento del danno, circa 200 euro, il giovane ha potuto accordare la pena. E’ lo stesso ragazzo che a ottobre era stato trovato in un albergo in zona mare con un 17enne e un 13enne con della marijuana e una pistola scacciacani, ma senza tappo rosso. Per lui e altri due ragazzini era stato emesso anche un Daspo per gli episodi consumati in piazza Redi, come il pugno in faccia a un passante che aveva negato ai giovani una sigaretta. Ora attende altri processi. A seguito degli approfondimenti investigativi è emersa la responsabilità dell’indagato in almeno 5 episodi delittuosi, verificatisi a Pesaro tra febbraio e agosto 2021. Nel primo episodio ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile, il giovane, in compagnia di amici minorenni, dopo aver gettato a terra un coetaneo, lo aveva minacciato con un coltello e gli aveva sottratto alcuni euro e un telefono. In un’altra circostanza, invece, lo stesso aveva spintonato e minacciato due minorenni, per farsi consegnare del denaro, colpendone uno con un pugno. Il ragazzo ed un altro minorenne sono risultati coinvolti anche in un furto con effrazione consumato ai danni di uno stabilimento balneare, dal quale venivano sottratti gelati e bottiglie di vino. Avevano passato lì la notte dopo aver forzato la porta del bar, finché erano stati scoperti all’alba dal titolare. 

La misura cautelare

Una lunga scia di microcriminalità, violenza perpetrata o tentata, spaccio e atteggiamenti da bullo del quartiere. Comportamenti ai quali si deve ora iniziare a mettere un punto. In un altro episodio, sempre lui, si era impossessato di una City Bike da uomo, lasciata parcheggiata dal proprietario nei pressi di una chiesa. Il giorno dopo era stato visto girare con quella bici e denunciato per il furto. Lo stesso indagato sarebbe poi responsabile anche di un furto ai danni di un’anziana signora: questi, infatti, approfittando dell’ospitalità della donna, le avrebbe sottratto un anello d’oro. La misura cautelare in carcere era stata emessa perché come riferito dalla Squadra mobile «era emersa una particolare e determinata inclinazione delinquenziale del neomaggiorenne che, a dispetto della giovane età, ha dimostrato di non avere scrupoli nella consumazione di diversi reati, in particolare contro il patrimonio». 

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