Ragazzino minacciato, picchiato e derubato dei soldi sull'autobus: due anni e otto mesi al bullo

Mercoledì 2 Giugno 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, ragazzino minacciato, picchiato e derubato dei soldi di Natale sul bus: due anni e otto mesi al bullo

PESARO - Bullizzato e derubato sul bus, infine picchiato alla fermata. Condannato l’aggressore. Una storia finita ieri mattina davanti al Gup di Pesaro con un patteggiamento, ma che risale al gennaio 2020. Prima le sopraffazioni e vessazioni, poi il coraggio e la determinazione di un minorenne che ha denunciato il suo aguzzino. A bordo della linea del trasporto pubblico tra Urbino e Pesaro, molto utilizzata dagli studenti, un quindicenne era stato vittima di bullismo. Non era la prima volta che diventava il bersaglio di un 19enne pesarese. Sfottò, insulti, minacce.

 

Insulti e minacce

Il bullo in questione gli aveva sfilato dalle tasche il portafoglio e, una volta sceso alla fermata, ha cercato di dileguarsi. Nel portafoglio c’erano i soldi ricevuti nelle festività natalizie dai parenti, circa 260 euro. Così, non potendo accettare quanto accaduto, era sceso dal mezzo cercando di recuperare il maltolto. Per tutta risposta il bullo lo ha picchiato e approfittando che alla fermata c’erano i famigliari a prenderlo, si era dileguato verso casa. Il 15enne senza perdersi d’animo, ha annotato la targa della vettura e ha contattato il 113.

Così una pattuglia della Squadra Volanti si era diretta nell’abitazione del responsabile, situata nella prima periferia cittadina. Sul bus non c’erano le telecamere, ma la descrizione dei fatti e la targa avevano portato i poliziotti sulla strada giusta. Infatti il giovane, messo alle strette dalle evidenze riscontrate, aveva ammesso gli addebiti, ma nonostante la perquisizione effettuata, del denaro sottratto non c’era traccia. All’epoca il giovane non aveva collaborato per recuperare la somma rubata.

Il bullo era stato denunciato in stato di libertà per il reato di rapina aggravata. Ieri, difeso dall’avvocatessa Pia Perricci, ha patteggiato a 2 anni e 8 mesi con pena sospesa. Uno di quei casi in cui il coraggio del ragazzino aveva squarciato con la sua chiamata al 113 l’omertà e il clima di sopraffazione di cui purtroppo si alimentano i bulli, specie sui mezzi di trasporto. Fenomeni che vengono da sempre monitorati dalla Polizia di Stato, ma che purtroppo senza collaborazione da parte dei giovani rischiano molto spesso di rimanere nell’ombra. Ricordiamo l’esistenza dell’App You pol destinata ad un pubblico di giovani che vogliono segnalare, anche in maniera anonima, situazioni di bullismo e o spaccio di stupefacenti. 

 

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