Monsignor Coccia lascia Pesaro dopo 18 anni: «Una città molto ​diversa da quella che ho trovato»

Monsignor Piero Coccia, arcivescovo uscente di Pesaro
Monsignor Piero Coccia, arcivescovo uscente di Pesaro
di Luigi Benelli
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Domenica 13 Marzo 2022, 12:19

PESARO - Diciotto anni di cammino nella metropolia di Pesaro. Monsignor Piero Coccia lascerà in favore di Sandro Salvucci e ha voluto salutare la Chiesa locale parlando anche di come è cambiato il territorio e di quali sfide abbia affrontato. «Sono stati anni passati velocemente nei quali mi è stato dato di vivere un trapasso culturale, sociale ed ecclesiale senza precedenti. Sono stati anni carichi di sfide inedite, anni nei quali ho cercato di svolgere il mio ministero con passione e dedizione, con molta convinzione. Lascio una Chiesa, una città, un territorio e una regione profondamente diversi da come li ho trovati. In particolare lascio una Chiesa locale salda nella fede e aperta al futuro. Ringrazio tutte le istituzioni con le quali, nel corso degli anni, ho avuto il piacere di collaborare nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie competenze». 

Le sfide
Coccia ha parlato delle sfide e dei cambiamenti in questi 18 anni di servizio alla chiesa pesarese. «Non dobbiamo dimenticare la crisi finanziaria ed economica del 2008 che ha prodotto un alto tasso di disoccupazione in questo territorio. Poi la sfida dei migranti non solo dall’estero perché abbiamo assistito a una migrazione interna dalla Campania e dalla Puglia. Ci sono stai problemi di amalgama, ma da parte nostra abbiamo fatto di tutto per creare coesione».

L’arcivescovo ha sottolineato anche «il cambiamento politico e culturale, una mentalità comune che nel 2004 era profondamente diversa da quella attuale. Siamo andati incontro a sfide nuove con un cambio di visione dell’uomo impensabile. Il tema del suicidio assistito ne è un esempio. E in questo territorio registriamo due casi. Poi c’è stato il cambiamento della chiesa con l’avvento di Papa Francesco».

Coccia, come spesso ha rilevato durante il suo ministero, ha sottolineato il tema della «scarsità del clero e la crisi di vocazioni. A Pesaro abbiamo 32 sacerdoti e la metà sono stranieri. Persone che hanno abbandonato i loro paesi, la loro diocesi per venire qua. Ci potevano essere dei rischi ma per merito di questa comunità accogliente si è creato un clima positivo».

Il grazie
Di qui i ringraziamenti ai sacerdoti, diaconi, religiosi, operatori pastorali, associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali e civili. «Auguro alla cara comunità di Pesaro di continuare il cammino della chiesa che celebra, annuncia e testimonia il mistero di Cristo in questo territorio. Cammino che deve continuare in piena comunione con le diocesi della Metropolia, le chiese che sono nelle Marche, la Chiesa Italiana e quella universale. Cammino che va vissuto con cuore generoso e sguardo rivolto al futuro». Coccia ha fatto sapere che quando il nuovo vescovo Salvucci prenderà possesso di Pesaro, tornerà ad Ascoli, città di cui è originario.

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