Allarme amianto a Villa San Martino: «Iniziata la bonifica vicino all’asilo»

Allarme amianto a Villa San Martino: «Iniziata la bonifica vicino all asilo»
Allarme amianto a Villa San Martino: «Iniziata la bonifica vicino all’asilo»
di Gianluca Murgia
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Giovedì 4 Novembre 2021, 10:45

PESARO -  La battaglia ha un obiettivo preciso: «Rendere questo territorio amianto free». Per questo, dal luglio 2019, il Comitato Ona di Pesaro accoglie segnalazioni, organizza incontri e marca a uomo tutte le istituzioni. Il motivo si riassume in un dato: Pesaro (come Ancona e Senigallia) figura tra le prime cento città italiane con un’alta percentuale di decessi da amianto per mesotelioma.

Ultimo risultato ottenuto: l’ulteriore messa in sicurezza dell’ex mobilificio di via Becci, a Villa San Martino, tramite incapsulamento della copertura in Eternit. «Ma dobbiamo capire se poi sarà rimosso o resterà lì, perché l’incapsulamento dura 3 anni e poi si ritorna al punto di partenza: monitoriamo la situazione» avverte la presidente dell’Osservatorio Amianto, Elisabetta Sacchi, sostenuta ora anche dall’avvocato Christian Guidi.


«L’anno scorso i residenti di Villa San Martino avevano raccolto più di 500 firme - continua Sacchi - depositate in Procura e poi presentate a Comune e Asur, per far rimuovere le lastre di Enternit che compongono la copertura dell’immobile che si trova al centro del parco tra via Becci e via Mercandante, nel cuore di una zona residenziale e davanti ad un asilo. Anche Emanuele Gambini, consigliere comunale di Prima c’è Pesaro, si è battuto e si sta battendo». I solleciti al Comune di Pesaro, da parte di Ona, sono iniziati lo scorso agosto. «Favorevoli all’incontro sono stati la commissione salute con Maria Rosa Conti, il consigliere Gambini e l’Asur». Dal Comune nessun risposta ufficiale. Due settimane fa, la svolta: sono iniziati i lavori di messa in sicurezza del manufatto, ora si attendono i risultati. Altro fronte, Vallefoglia. Qui il Comitato Ona ha inviato una Pec a sindaco e assessore all’Ambiente, con la richiesta di avere aggiornamenti sulla mozione presentata il 10 novembre 2020 dal Movimento 5 Stelle (Pistillo, Lombardo e Cartoceti) per la mappatura Eternit degli stabilimenti industriali, nel comune, pari a 87 ettari. «Il 18 ottobre abbiamo inviato un secondo sollecito - spiega la presidente Sacchi - ma ad oggi non hanno ancora risposto». Eppure quella mozione era stata approvata da tutta la giunta a novembre 2020. 


«L’anno scorso avevamo richiesto anche un incontro con le maestranze del Comune ma niente - continua Sacchi -. Per esempio la sindaca di Tavullia, Francesca Paolucci, ha effettuato il controllo delle dispersioni delle polveri da amianto nelle frazioni del comune di Tavullia limitrofi alla zona industriale di Talacchio. L’enorme produzione di questi manufatti ha invaso ogni angolo del territorio, basti pensare alle canne fumarie, ai tetti o alle condutture dell’acqua». Se nel passato i lavoratori di produzione sono stati i soggetti più a rischio, oggi è l’intera popolazione ad essere esposta a causa della vetustà di questi manufatti edili che, negli anni, possono perdere compattezza rilasciando nell’aria, con il vento, fibre di amianto che se inalate o ingerite dopo 20, 30 o 40 anni presentano il conto sotto forma di mesotelioma, un tumore micidiale.

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