Caro bollette, Alessandra Baronciani (Confindustria): «I costi estivi piegheranno le aziende turistiche»

Caro bollette, Alessandra Baronciani (Confindustria): «I costi estivi piegheranno le aziende turistiche»
Caro bollette, Alessandra Baronciani (Confindustria): «I costi estivi piegheranno le aziende turistiche»
di Miléna Bonaparte
4 Minuti di Lettura
Lunedì 22 Agosto 2022, 06:25

PESARO In arrivo un autunno preoccupante e un inverno addirittura tragico per le imprese in sofferenza per il caro energia. L’impennata dei costi di luce e gas con bollette raddoppiate in un solo mese a luglio, con ulteriori rincari ad agosto, sta piegando la produzione industriale anche del comparto pesarese, specie nel settore manifatturiero e turistico. Gli effetti dell’aumento dei prezzi delle materie prime, della difficoltà di trovare fornitori di metano e dei tagli russi gravano pesantemente sulle aziende locali. Il rischio del razionamento, dei distacchi della corrente elettrica per mancati pagamenti e del blocco totale è dietro l’angolo. «Sicuramente una delle emergenze che dovrà affrontare il nuovo Governo appena si insedierà dopo le elezioni politiche del 25 settembre».

A rilanciare l’allarme è Alessandra Baronciani, presidente di Confindustria Pesaro Urbino, che prospetta all’orizzonte mesi freddi e bui per le imprese con i rifornimenti di energia a intermittenza. «I costi aumentano di giorno in giorno – fa notare la leader degli industriali - ed è preoccupante la difficoltà di trovare i fornitori di gas metano, con lo spettro del razionamento che si farà avanti ai primi freddi. Già dicembre potrebbe essere il mese dei distacchi, mentre fra gennaio e febbraio, se dovesse continuare l’attuale domanda con lo stesso livello di fornitura, rischieremo di avere 20 giorni di blocco per la quasi totalità delle nostre imprese. E il nodo non è dei più semplici, perché strettamente legato all’impatto delle sanzioni alla Russia».

L'incubo del caro bollette

Gli uffici dell’associazione ricevono ogni giorno segnalazioni sulle bollette di luglio, cresciute in un mese del 50%. «A essere colpite – spiega Baronciani – non sono solo le imprese manifatturiere, che in alcuni casi hanno scelto di rallentare la produzione almeno nel culmine dell’estate, ma anche quelle del turismo, visto che il molto caldo ha richiesto, per esempio, l’accensione continua dei condizionatori. Il prezzo di agosto è addirittura superiore a quello di luglio». Contro il caro bollette Confindustria Pesaro Urbino avanza proposte concrete. «È ormai chiaro che fino al 2024 non riusciremo a sostituire il gas russo, mentre le imprese e i cittadini hanno bisogno di risposte immediate» afferma Baronciani. «È fondamentale - prosegue - dedicare una parte dell’attuale energia rinnovabile per le imprese a prezzo calmierato, come pure usare la produzione attuale di gas nazionale per il comparto industriale. Obiettivo è cercare di non chiudere gli stabilimenti. Sulle fonti energetiche alternative serve poi una presa di coscienza sociale e scientifica che al momento ancora manca, lo si vede nel piccolo anche nel nostro territorio quando si devono portare innovazioni come una centrale a biogas. Serve, inoltre, una pianificazione strategica per la Transizione ecologica che finora è mancata, abbiamo demonizzato troppo rapidamente il metano e non siamo ancora in grado di velocizzare le autorizzazioni per le rinnovabili».

Non sono adeguati, pertanto, gli aiuti dell’ultimo decreto del governo Draghi, secondo Confindustria, perché «il 15% di credito d’imposta è un beneficio molto importante, ma vano a fronte di un aumento quasi doppio delle bollette, previsto per il secondo semestre 2022».Il Centro studi dell’associazione pesarese stima che, stando così le cose, l’inflazione possa arrivare al 10%, visto che in Inghilterra si parla già di un 13%. «L’impatto può essere devastante già a settembre, con ordini in calo, prezzi delle materie prime sostenuti e pochi supporti dello Stato – ribadisce Baronciani -. Mi rendo conto che si tratta di un tema centrale di questa campagna elettorale, che tra l’altro è conseguenza di scelte strategiche avanzate dall’Europa sull’onda irrinunciabile della decarbonizzazione, ma quando a ottobre si formerà il nuovo Governo è bene che non ci siano esitazioni ad affrontare questo problema come la prima delle emergenze».  
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA