Auditore, fabbrica di armi abusive
Pistole occultate in penne e torce

Le penne e le torce trasformate in pistole capaci di esplodere un proiettile calibro 12
Le penne e le torce trasformate in pistole capaci di esplodere un proiettile calibro 12
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Martedì 28 Giugno 2016, 15:53

URBINO - Ventidue pistole calibro 22 nella forma di normali penne e torce elettriche, in realtà armi letali a tutti gli effetti. Sono state sequestrate da polizia e carabinieri che hanno tratto in arresto tre persone: un pensionato e il figlio esercente di Casinina di Auditore e un camionista di Sant'Angelo in Vado.


Un laboratorio di queste armi da fuoco, subdole e perciò particolarmente pericolose, è stato scoperto con un'operazione di indagine congiunta coordinata dalla Procura della Repubblica di Urbino.

Il laboratorio attrezzato per la progettazione e fabbricazione di armi clandestine era stato allestito nel garage di una casa di Casinina di Auditore. Nel corso della perquisizione, eseguita ieri quando è scattato il blitz, sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 17 penne pistola e 3 torce pistola con relativo munizionamento calibro 22, nonché componenti metalliche da assemblare.

Le armi, concepite e realizzate con estrema cura dei particolari, erano fabbricate in base a schemi e disegni all’interno di agende presenti sui piani di lavoro. Nel laboratorio c'era anche un vero e proprio banco di prova per la verifica della perfetta funzionalità delle armi.

L'ideatore e artefice dell’illecita attività è un ingegnoso pensionato di 62 anni, che secondo gli inquirenti aveva avviato anche la sponsorizzazione e commercializzazione dei suoi prodotti artigianali negli ambienti della criminalità comune del territorio. Infatti, possedeva una valigia con un campionario espositore costituito da 5 penne e 2 torce, tutte monocolpo e stesso calibro, differenti solo per foggia e colore.

Al momento dell’arresto l’uomo ha tentato di giustificarsi asserendo che quei congegni erano stati da lui creati solo per consentire al figlio 36enne, titolare di una bar sito in un comune limitrofo, di proteggersi da malintenzionati che avrebbero potuto rapinarlo.

Insieme a lui sono stati arrestati il figlio che, proprio nel suo esercizio pubblico, deteneva opportunamente occultata in una confezione cilindrica per grappa, un'ulteriore penna pistola con cartuccia calibro 22 già incamerata all’interno della stessa e un camionista di 38 anni di Sant’Angelo in Vado, pregiudicato, che aveva una penna pistola nel taschino di una camicia riposta nell’armadio della propria camera da letto.

Tutte le penne pistola sono dotate di un perfetto meccanismo con una massa battente all'interno del fusto metallico, azionabile da un piccolo pomellino, che per mezzo di una molla agisce su un corpo dotato di un percussore anulare, permettendo l’esplosione della cartuccia con la fuoriuscita del proiettile dalla punta. Le torce pistola, invece, pur mantenendo lo stesso meccanismo, ne avevano installato un altro che supportava l’accensione del tipico fascio di luce. Continuano le indagini nell'ambiente della criminalità per verificare se alcune di queste armi siano già state messe in circolazione.

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