Nuova area artigianale a Canavaccio, le opposizioni: «Delibera nulla, omessa la consulenza con i rilievi archeologici»

Nuova area artigianale a Canavaccio, le opposizioni: «Delibera nulla, omessa la consulenza con i rilievi archeologici»
Nuova area artigianale a Canavaccio, le opposizioni: «Delibera nulla, omessa la consulenza con i rilievi archeologici»
di Eugenio Gulini
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Venerdì 9 Febbraio 2024, 08:43 - Ultimo aggiornamento: 12:31

URBINO Le opposizioni intendono chiedere l’annullamento per carenza di documentazione della variante parziale al Prg approvata a maggioranza in consiglio comunale il 21 dicembre scorso. Infatti, alla delibera che prevede la trasformazione in area artigianale di una superficie agricola di Canavaccio non era allegata la relazione della società “Tecne Archeologia” di Riccione, redatta un anno fa (febbraio 2023) su incarico dello stesso Comune di Urbino, che si conclude sottolineando che in località Santo Stefano di Gaifa «non si può costruire niente» per la rilevanza archeologica dell’area. 

Gli assenti dalla seduta

Quel giorno erano assenti dalla seduta del consiglio comunale Cangini, Rosati, Borgiani, Giorgio e Luca Londei, Vetri e Foschi. Intanto la frazione di Canavaccio di Urbino, grande bacino di voti per le imminenti elezioni amministrative, è in fermento: «Guai a toccare l’area agricola di rilievo archeologico, cerniera tra i parchi delle Cesane e del Pietralata». Nella stessa zona agricola, Marche Multiservizi nel 2020 intendeva insediare il biodigestore anaerobico. Sappiamo tutti come andò: la scelta è naufragata rovinosamente per la rivolta degli abitanti di Canavaccio. La stessa ribellione si sta di nuovo accendendo su questo nuovo fronte a favore dell’ambiente.

Il professor Mascia

«Una zona ad alto rischio archeologico – evidenzia il docente dell’Accademia delle belle arti Pino Mascia - Tra l’altro, riusciamo a collocare una parte di un anfiteatro romano.

In questa zona archeologica molto interessante c’era già un ritrovamento notevole, la famosa fornace romana, seppellita perché dovevano continuare la superstrada. L’amministrazione comunale lo sa da un anno che c’è questa relazione ma ha operato in un silenzio tombale. Oltretutto è una crudeltà. Quello che abbiamo chiesto – continua Mascia - è di lasciare in pace tutto perché questo è un continuo tormento su questa zona, si perpetua questa situazione a danno di tutti. Questo è un borgo che ha già subito, negli anni, delle situazioni gravose da parte del Comune».

La rivendicazione per la frazione

«Noi non solo chiediamo di sospendere tutto ma rivendichiamo la riqualificazione di Canavaccio - aggiunge il professor Mascia - con infrastrutture dignitose perché la gente possa vivere decorosamente all’altezza di quella che deve essere una nuova società. Tra l’altro è stata costruita un’orrenda zona industriale dove ci sono aree vuote, facciano lì quello che debbono fare. Quando si interviene sui beni culturali è per sempre. Come si fa a far crescere capannoni di 15 metri di altezza? Siamo avviliti, questo paesaggio merita rispetto». La lottizzazione riguarda l’azienda di mobili Imab, che vorrebbe costruire lì un centro logistico per merci.

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