Finte le minacce, condannato il ristoratore pesarese Umberto Carriera. Un anno per l’accusa di simulazione di reato

Finte le minacce, condannato il ristoratore Carriera. Un anno per l’accusa di simulazione di reato. Il legale presenta appello
Finte le minacce, condannato il ristoratore Carriera. Un anno per l’accusa di simulazione di reato. Il legale presenta appello
di Luigi Benelli
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Mercoledì 12 Giugno 2024, 01:50 - Ultimo aggiornamento: 15:04

PESARO Accusato di simulazione di reato, ieri la sentenza di condanna per il ristoratore leader di #IoApro Umberto Carriera. Tutto era partito da una frase che aveva rilanciato sui propri canali social. «Se domani apri ti facciamo male. Sappiamo dove va all’asilo tuo figlio». Era gennaio 2021 e il ristoratore portava avanti la sua battaglia di lasciare aperti i ristoranti nonostante il governo avesse imposto le chiusure per contenere il contagio da coronavirus. Per l’accusa quelle minacce sarebbero inventate perché partite dall’account de "La Macelleria", uno dei suoi ristoranti. La difesa aveva chiesto un supplemento di perizia e l’analista forense esperto di indagini informatiche ha presentato le conclusioni in aula.

Il caso

In particolare tra l’account che invia la minaccia e quello del ristorante ci sarebbe stato uno switch, ovvero un cambio di profilo, ma effettuato con lo stesso Ip, una sorta di dna per l’online. E che quei due account avrebbero secondo i riscontri agganciato il numero di Carriera sia nei minuti in cui è stata portata avanti la minaccia, sia in altre date differenti, cosa che prova l’utilizzo di una stessa persona in più luoghi. Inoltre l’account da dove è partita la minaccia è stato creato cinque minuti dopo dell'account del ristorante dallo stesso Ip attribuito al telefono di Carriera.

L’imputato, difeso dall’avvocato Federico Bertuccioli, ha sempre sostenuto che non si è inviato da solo il messaggio e che erano stati creati altri profili falsi in quel periodo.

Il ristoratore aveva anche parlato di una persona a lui vicina che avrebbe voluto danneggiarlo. Sui social Carriera aveva spiegato: «Decisi di denunciare, contro ignoti, causa profilo fasullo, chi mi aveva minacciato. Dopo un anno di indagini, nessun colpevole. Ma siccome quel profilo fasullo era collegato allo stesso indirizzo IP a cui ero collegato io un mese prima della minaccia all’interno di un hotel in cui feci una conferenza stampa con oltre 50 persone, chi ha indagato, ipotizza che quel profilo sia gestito da me. E mi trovo ora a dovermi difendere per qualcosa che ho subito».

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna 1 anno e 2 mesi, il giudice ha condannato Carriera a 1 anno di reclusione con pena sospesa. L’avvocato Bertuccioli promette appello. Il ristoratore era stato condannato a 200 euro di multa per diffamazione aggravata del capo della Squadra Mobile Paolo Badioli e assolto dall’accusa di riprese fraudolente, nell’ambito di un altro processo, quello legato ai controlli al suo locale durante una cena “proibita” secondo le norme durante il coronavirus.


Aveva ripreso la scena pubblicandola sui social, cosa che ha scatenato commenti contro il poliziotto. Per il ristoratore pende anche il procedimento legato al corteo no vax finito sotto casa del sindaco, cosa che ha portato alle accuse di minacce, violenza privata e manifestazione non autorizzata.

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