Assalito dai calabroni rischia lo choc anafilattico: suocero della sindaca salvato da una passante

Venerdì 24 Settembre 2021 di Eugenio Gulini
Una ambulanza in servizio, foto d'archivio

MERCATELLO SUL METAURO Stava perdendo i sensi il 73enne E. B. di Mercatello sul Metauro, suocero della sindaca Fernanda Sacchi, a causa di almeno una decina di punture di calabroni, sulla parte superiore del corpo (testa, collo, braccia e viso). Allertata l’ambulanza per il trasporto in ospedale, questa è sopraggiunta dopo ben 33 lunghissimi e agghiaccianti minuti.

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Paura, mercoledì scorso, nelle prime ore di pomeriggio, per il 73enne che, attorno, alle 16, mentre potava e ripuliva il giardino in una casa di campagna di alcuni parenti, in zona Guinza, si è sentito pizzicare alla testa. Lì per lì pensava che fossero i rami spinosi che aveva sopra il capo.

Si è riparato mettendosi la camicia che portava in testa. Nessun beneficio. Gli stessi bruciori cominciavano a prendergli parte del collo, del viso e delle braccia. Porgendo più attenzione agli episodi si è accorto che i calabroni, i quali evidentemente avevano un riparo nascosto in mezzo agli spazi in cui stava lavorando, lo stavano, dopo le prime punture, letteralmente assalendo. Se n’è scappato a spron battuto cercando la piccola sorgente naturale di acqua sulfurea, poco lontana, per rinfrescarsi nei punti del corpo in cui stava cominciando ad avvertire un prurito fortissimo simile all’orticaria. E. B., seduto accanto a quella fonte, ha cominciato a sentirsi male: stava perdendo le forze, la reattività e, soprattutto, i sensi. Le sue condizioni fisiche, insomma, cominciavano ad aggravarsi. Fortunatamente una donna che stava facendo trekking l’ha notato e riconosciuto allertando immediatamente la nuora, il primo cittadino di Mercatello sul Metauro, Fernanda Sacchi. Quest’ultima, senza pensarci due volte, con il suocero accasciato a terra, chiama il medico di famiglia e chiede, per telefono, l’intervento dei sanitari del 118. Il dottor Giovanni Di Giacinto, arriva sul posto da lì a pochi minuti. Si rende conto che la situazione non è delle migliori. Generalmente la puntura di un calabrone produce ben poche conseguenze all’uomo, ma in soggetti allergici può provocare anche la morte. Secondo alcune statistiche, api, vespe e calabroni uccidono almeno 10 italiani all’anno, stroncati da uno shock anafilattico. In caso di grave allergia al veleno iniettato dall’insetto, la sopravvivenza è anche una questione di tempo: in presenza di una reazione estesa alla puntura, la raccomandazione dei sanitari è quella di rivolgersi subito al pronto soccorso più vicino per la terapia d’emergenza a base di adrenalina, cortisone e antistaminici. 

Il dottor Di Giacinto si attrezza per le prime cure a base di cortisone impedendo la tragedia e stabilizza il paziente in attesa del personale dell’ambulanza. Ebbene la più vicina ambulanza con medico a bordo, da Urbania, non era disponibile perché impegnata altrove. A Urbino l’ambulanza non aveva il medico a bordo. Eccola allora sopraggiungere da Sassocorvaro dopo 33 minuti. Che dire? Un record? Occorre trovare, nell’immediato, soluzioni per le emergenze sanitarie dell’entroterra. Se la situazione si fosse aggravata, chi si assumeva le responsabilità? L’uomo è stato tenuto in osservazione nell’ospedale di Urbino per una notte e poi dimesso. 

 

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