Non sopporta che la figlia sia affidata all'ex compagno e lo tempesta di messaggi minacciosi: a giudizio per molestie

Sabato 17 Luglio 2021 di Luigi Benelli
Non sopporta che la figlia sia affidata all'ex compagno e lo tempesta di messaggi minacciosi: a giudizio per molestie

MAROTTA - Decine di telefonate e messaggi, per diversi giorni. Voleva avere notizie e foto della figlia che però era affidata all’ex compagno. Lei, 33 anni, è finita a processo per molestie. E lui le chiede i danni. Una storia di un rapporto turbolento che vede i due protagonisti di più processi. L’ultimo si è aperto ieri con lei accusata di disturbo per i reiterati messaggi in cui apostrofava lui, un 47enne di Marotta, con aggettivi dispregiativi, volgari e degradanti.

Trasferite in un Covid hotel le due studentesse di 17 e 18 anni bloccate a Corfù perchè positive

 

Lui si è costruito parte civile tramite l’avvocatessa Pia Perricci che ha chiesto un risarcimento di 10 mila euro. Ieri la donna ha nominato un nuovo avvocato e l’udienza è stata rinviata. In piedi c’è un altro processo in cui la donna è accusata di lesioni aggravate nei confronti dell’ex. Non accettava che la loro figlia volesse stare col padre e durante un incontro protetto lei ha dato in escandescenze prendendo a morsi l’ex su una spalla causando ferite guaribili in tre giorni. In quella circostanza aveva aggredito anche le assistenti sociali. L’avvocatessa Perricci anche in quel caso ha chiesto un risarcimento, ben 130 mila euro per padre e figlia. Nei trascorsi di questo rapporto non proprio idilliaco un altro processo nei confronti di lei con l’accusa di calunnia. La 33enne aveva denunciato l’ex sostenendo che lui l’aveva colpita con pugni su tutto il corpo causandole lesioni guaribili in 5 giorni. Il tutto, secondo l’accusa, sapendolo innocente. Infine una condanna per minacce e lesioni. Lei aveva detto all’ex frasi come ti gambizzo, ti rovino vado in galera ma ti ammazzo, ti distruggo la macchina e ti appiccico al muro. Poi gli schiaffi e i graffi che hanno provocato abrasioni sul corpo guaribili in 7 giorni. Era stata condannata a 900 euro di multa.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA