Accoltellato fuori da un bar di Marotta dopo un litigio. L'aggressore è un operaio: patteggerà

Accoltellato fuori da un bar di Marotta dopo un litigio. L'aggressore è un operaio: patteggerà
Accoltellato fuori da un bar di Marotta dopo un litigio. L'aggressore è un operaio: patteggerà
di Luigi Benelli
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 03:50

PESARO Accoltellato davanti al bar, patteggia l’aggressore. Il caso risale allo scorso dicembre, quando un uomo di 44 anni, cliente del New Sport Cafè di Marotta, in via Litoranea, era stato ferito con due coltellate, una al collo e l’altra al fianco. L’aggressore è un albanese di 47 anni, operaio edile, incensurato, in Italia da una quindicina di anni.  

Secondo quanto ricostruito ci sarebbe stato un litigio tra un gruppetto di giovani albanesi e un avventore che aveva chiaramente detto loro di non disturbare una dipendente del bar che stava lavorando. Una frase che non era stata preso bene dal gruppo, che comunque si era allontanato senza troppi convenevoli. Il problema è che di lì a poco, uno di loro era tornato indietro verso il bar aspettando l’uscita dell’avventore che, senza tante spiegazioni, era stato colpito con due fendenti. I clienti erano accorsi per mettere in salvo la vittima e chiamare i soccorsi mentre l’accoltellatore era fuggito via, sfruttando probabilmente il passaggio in auto. Sul posto era arrivata l’ambulanza, e il medico constatava che le ferite, pur non essendo profonde e non avendo intaccato organi vitali, necessitavano di una medicazione. Per questo era stato trasferito a Torrette anche se era rimasto sempre cosciente. 


Le indagini


I carabinieri, dopo qualche ora, avevano rintracciato l’uomo e lo avevano atteso in prossimità dell’abitazione. L’uomo è poi finito a processo per tentato omicidio, lesioni aggravate e porto d’arma da taglio. Ieri, difeso dall’avvocato Marco Defendini, ha definito il patteggiamento a 4 anni e 10 mesi che verrà ratificato l’11 ottobre in quanto si attende che l’aggressore paghi il risarcimento stabilito entro quella data. Si parla di 5 mila euro, ma la vittima potrebbe intentare una causa civile per una cifra più congrua.

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