Pazienti positivi trasferiti dall'ospedale: ne restano 6. Due reparti restano chiusi, medici non infetti mandati in ferie forzate

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Eugenio Gulini
L'assessore regionale Saltamartini

URBINO -  “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”. Insomma le citazioni latine non sono solo immortali, ma tuttora sono permeabili alle situazioni di criticità e carenze che la Sanità, nell’entroterra, sta rivelando di nuovo, in questo secondo grave e delicatissimo momento pandemico dopo l’anno “horribilis” appena alle spalle. Il riferimento potremmo tradurlo così: “Mentre in Regione si discute, l’ospedale di Urbino frana”. 

 
L’assessore alla Sanità della Regione Marche, targata Acquaroli, Filippo Saltamartini, è assediato da interrogazioni ma di fatti concreti, in soccorso soprattutt, al nosocomio “Santa Maria della Misericordia”, se ne vedono forse con il binocolo. “Faremo, ci impegneremo, metteremo risorse…”, tutto declinato al futuro, chissà quanto lontan, durante il consiglio regionale di ieri. «Nel plesso dell’ospedale di Urbino – ha risposto Saltamartini alle interrogazioni di Marta Ruggeri di M5s e del Pd a firma Vitri, Biancani & c. - si è verificato un focolaio che ha compromesso la funzionalità della struttura perchè 24 operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19. Ha riguardato questa estensione della patologia i reparti di Cardiologia e Rianimazione».

E si sapeva. «Si è proceduto ieri e gli altri giorni precedenti alla disinfestazione dei reparti e successivamente si è cercato di trovare una soluzione - ha ulteriormente spiegato - perchè l’Ospedale di Urbino è l’unico free Covid della provincia di Pesaro. Si è intervenuti in che modo? Si è proceduto portando una parte dei degenti ricoverati presso l’Ospedale di Urbino a Macerata Feltria, Cagli e Galantara». Nell’ospedale di Urbino la situazione è, comunque, stazionaria. A due ingressi positivi sono susseguiti altrettanti trasferimenti. A ieri pomeriggio, tirando le somme, i pazienti positivi erano scesi a 6 (salvo nuovi ingressi nella serata/nottata).

«Dopodichè, nella giornata di sabato – ha aggiunto l’assessore regionale - abbiamo chiesto, tramite il Gores, alla Protezione Civile Nazionale, l’invio di alcuni medici: cardiologi, anestesisti e rianimatori per poter riattivare, nell’Ospedale di Urbino ma anche nell’ospedale di Fermo le attività ordinarie e programmate». Benissimo, la speranza è sempre l’ultima a morire se nonché, subito dopo, l’assessore rimarca: «Non abbiamo ancora ricevuto risposte». La conclusione: «In ogni caso voglio sottolineare che un’area dell’ospedale è stata adibita (Pediatria, ma pare che ieri la trasformazione sia stata bloccata: verrà riaperta con la sua funzione o forse sarà trasformata in Cardiologia?, ndr), ove si presenti la necessità, con l’attrezzatura necessaria alla rianimazione per soccorrere eventuali persone che avessero bisogno di questo trattamento. Fino ad oggi non è stato necessario e non ci sono stati casi. Aspettiamo di conoscere le risposte della Protezione Civile Nazionale alle nostre importanti richieste». Nel frattempo restano chiusi i reparti di Rianimazione e Cardiologia dove i medici non infetti sono stati messi in ferie forzate.

Intanto da Urbino «l’Amministrazione – rileva l’assessore preposto Elisabetta Foschi – ha voluto attivare un numero telefonico per ricevere segnalazioni o richieste di orientamento sanitario da parte di persone affette da Covid e che si trovano in isolamento domiciliare. L’obiettivo – aggiunge Foschi – è evitare che ci siano persone isolate a casa prive di indicazioni sulla terapia da seguire o che possano lamentare una mancata visita a domicilio pur vedendo peggiorata la propria situazione critica. Al numero speciale risponderà il dottor Piero Benedetti, noto medico e già primario ora in pensione che già tempo addietro, tramite l’associazione “Il Vascello” aveva dato disponibilità per aprire insieme ad altri medici uno sportello informativo. L’atto – chiude la Foschi – andrà in Giunta nei prossimi giorni». 

 

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