Fuga dalle Marche alla Romagna, Acquaroli stoppa Sassofeltrio e Montecopiolo: «Iter da bloccare»

Martedì 18 Maggio 2021 di Véronique Angeletti
Fuga dalle Marche alla Romagna, Acquaroli stoppa Sassofeltrio e Montecopiolo: «Iter da bloccare»

MONTECOPIOLO - Cambiano i governi ma non cambia la politica. Slitta di nuovo il Marchexit di Montecopiolo e Sassofeltrio. Ieri, la Regione Marche ha chiesto “con forza” la sospensione dell’iter parlamentare per il distacco dei due Comuni. La richiesta firmata dal presidente Francesco Acquaroli è stata formalizzata in una lettera indirizzata al presidente del Senato Casellati, al presidente della Prima Commissione permanente del Senato-Affari Costituzionali Parrini e ai capigruppo. 

 



Film già visto con il Pd

Un intervento più che tempestivo: capita proprio nei giorni dove i Senatori dovevano discutere della votazione del Ddl n,. 1144, quello relativo al distacco. E’ prevista nel calendario dell’Assemblea oggi 18 maggio, domani 19 e giovedì 20. «Nel rispetto delle competenze e delle prerogative dell’Aula – scrive Francesco Acquaroli - sento il dovere, nella qualità di presidente della Regione Marche, eletto lo scorso settembre 2020, di rappresentare che il provvedimento in discussione sia da riconsiderarsi nei suoi presupposti e nei suoi contenuti. L’attuale Amministrazione Regionale ritiene infatti - incalza - desueto questo percorso, anche in forza del fatto che risalgono ormai a quattordici anni fa le espressioni di volontà delle comunità interessate, dalle quali presero le mosse il referendum e il conseguente iter legislativo che andrebbe oggi a separare quello che è un unico comprensorio territoriale». 

«Sarebbe una grave perdita»

«Per questi motivi chiedo con forza che la discussione e votazione della DDL n. 1144 possano essere sospese e rinviate all’esito dei confronti territoriali in corso tra i comuni interessati e la Regione Marche, la quale ritiene che il distacco di due suoi Comuni vivaci ed importanti, come Sassofeltrio e Montecopiolo, appartenenti alla Provincia di Pesaro e Urbino, possa rappresentare una grave perdita. Assumendo formalmente e fortemente l’impegno di completare i chiarimenti e i confronti con le due comunità nel più breve tempo possibile, e di comunicarne l’esito tempestivamente a codesta Presidenza, ritengo vi siano tutte le condizioni per accogliere la presente istanza». Pertanto come il precedente governo regionale di centro sinistra di Luca Cerisicioli, anche il presidente Acquaroli sostenuto dal centro destra ritiene datato il referendum ed obsoleto l’iter iniziato nel 2007 poiché espressione di una maggioranza nel frattempo cambiata. Una posizione comunque che era più che prevedibile. 
 

Mossa annunciata 6 mesi fa

Già a fine ottobre scorso, quindi sei mesi fa, Acquaroli, appena insediato, aveva manifestato la volontà di incontrare come Presidente i due comuni «per capire le esigenze, studiare i servizi e proporre soluzioni». Un risultato incassato anche per merito del filo diretto stabilito dal sindaco forzista Elia Rossi di Monte Grimano Terme con il neo presidente dove emerge la visione strategica di fare della Repubblica del Titano, un interlocutore privilegiato potenziando al massimo gli accordi sanitari ed economici. Il che tiene conto che a San Marino, ci lavorano circa mille frontalieri marchigiani. 

 

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