Sassofeltrio, i comitati pro secessione dicono no ad Acquaroli e la Lega ci mette il carico: «Noi con il popolo»

La locandina leghista pro distacco
La locandina leghista pro distacco
di Véronique Angeletti
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 09:08

SASSOFELTRIO «Sbagliata, provocatoria e scopiazzata, nella forma e nei modi, a quella di Ceriscioli» la richiesta di sospensione dell’iter inviata dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli all’Assemblea dei Senatori. «Un’offesa alla coscienza democratica di ciascuno poiché tenta di negare il pieno esercizio dei diritti costituzionali a chi, da 14 anni, attende una risposta dalle Istituzioni». I “Comitati di Montecopiolo e Sassofeltrio in Emilia Romagna” passano all’attacco. 

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Ricordano che dalla loro parte hanno la Costituzione e il principio che “la sovranità appartiene alla popolo”, un referendum con un sì all’84 % ed un percorso in due fasi, la prima consultiva, chiusa, e la parlamentare, l’attuale, dove Camera e Senato hanno l’obbligo di pronunciarsi». Invitano, pertanto, tutti a rispettare la loro scelta referendaria perché «non accetteremo mai restaurazioni per continuare a vivere da emarginati e da mezzadri della politica» e interrogano le forze politiche di maggioranza se condividono l’iniziativa del presidente». Fiduciosi aspettano il voto che pensano sia stato programmato per domani. Dopo tutto godono dell’appoggio della Lega dell’Emilia Romagna e anche delle Marche. Per il commissario regionale della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti si tratta di una scelta dolorosa «ma si deve dare seguito al Referendum». 

«Non possiamo – ha commentato - essere servili ad egoismi che prevaricherebbero sulla volontà popolare. Purtroppo, l’attuale Giunta sta subendo una decisione conseguente alla pessima amministrazione della sinistra, notoriamente sorda alle istanze dell’entroterra marchigiano che il Centrodestra invece sta dimostrando di ritenere prioritarie. Gli amministratori di sinistra hanno abbandonato la manutenzione della viabilità, la cura dei servizi educativi e scolastici e chiuso l’ospedale. La volontà popolare manifestata nel 2007 deve trovare riscontro concreto, soltanto così, se davvero i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio hanno cambiato idea, avranno la possibilità di affermarlo con un nuovo referendum». Jacopo Morrone, parlamentare e segretario della Lega in Romagna, è andato giù duro: «Dopo le solitarie barricate della piddina Alessia Morani, contraria pregiudizialmente, a mettere i bastoni tra le ruote dell’iter parlamentare ormai in dirittura d’arrivo ci ha pensato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Difficile da credere, ma i fatti e le parole parlano chiaro».

Il consigliere regionale leghista Giorgio Cancellieri distingue il sì al distacco votato alla Camera dal deputato Francesco Acquaroli nel 2019, dalla sua decisione come presidente di sospendere l’iter per ascoltare le comunità. «Però, a titolo personale, come persona iscritta alla Lega nel 1993, devo fare riferimento alle ragioni per cui ho aderito alla Lega, partito che, come principio fondante, ha l’autodeterminazione dei popoli. Quindi, siccome sono lo stesso leghista, rispetto la volontà dei cittadini di due Comuni sebbene il popolo chiamato a votare adesso sia diverso di quello del 2007 e, presumibilmente, la Romagna non ha dato le riposte giuste ai 7 comuni secessionisti». Non nasconde il suo dispiacere. 

«Quando i 7 si sono staccati, da sindaco e pure consigliere provinciale è stato doloroso. Purtroppo, non è solo una questione di radici culturali identitarie ma il risultato di una politica che non ha mai risolto i gravi problemi di viabilità, di trasporto e di servizi sanitari che le due comunità sperano saranno affrontati dall’altra regione. Spetta alla politica che ha governato fare il mea culpa, non a quella che lo ha ereditato». 

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