Società fallite, bancarotta fraudolenta: denunciati padre e due figli. Sottratti 2,5 milioni di euro

Giovedì 13 Gennaio 2022 di Eugenio Gulini
La Guardia di Finanza

PIETRARUBBIA - Tutto in famiglia: le imprese intese come società, almeno quattro, e l’azione come atteggiamento alla corruzione e alle forme più insidiose di illegalità. Denunciati tre uomini, tutti dell’Alto Montefeltro, zona Pietrarubbia e dintorni - il padre di 73 anni e i relativi figli di 49 e 47 anni - per fatti riconducibili alla bancarotta fraudolenta in relazione ai fallimenti di quattro società di cui erano amministratori. I tre rischiano decine di anni per diverse tipologie di reato: distrazione spalmata sulle società, occultamento di documentazione e falso in bilanci.

 

 

Le articolate attività investigative di polizia giudiziaria svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Urbino dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Pesaro, dalla Compagnia Guardia di Finanza di Urbino e dalla Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso predetta Procura, sono state dipanate con l’intento di ricostruire e chiarire i complessi rapporti di natura economica, finanziaria e commerciale intercorsi tra le varie società coinvolte, società che di fatto sono risultate essere riconducibili ad un’unica famiglia.

Rinviati a giudizio padre e figli nella loro qualità di amministratori di diritto e di fatto di ben quattro società operanti nel settore della fabbricazione di apparecchiature elettriche per impianti di luci ed illuminazione. Gli inquirenti hanno ricostruito e chiarito i complessi rapporti di natura economica, finanziaria e commerciale intercorsi tra le quattro società coinvolte. Le molteplici attività d’indagine, eseguite anche attraverso l’esecuzione di una rogatoria internazionale con la Repubblica di San Marino, hanno consentito di far emergere plurime e gravi ipotesi di bancarotta fraudolenta realizzate sia mediante condotte di occultamento delle scritture contabili allo scopo di ostacolare la ricostruzione degli accadimenti societari pre - fallimentari, sia mediante la distrazione di ingenti risorse finanziarie pari a circa 2,5 milioni di euro. 

Segnalate alla Procura di Urbino plurime ipotesi di falso nei bilanci delle società che gli amministratori delle stesse avrebbero realizzato per indurre in errore i destinatari degli stessi sulla reale situazione economico-patrimoniale delle imprese e portando al dissesto le quattro società che poi venivano dichiarate fallite tra il 2015 ed il 2019. I tre rischiano decine di anni per le diverse tipologie di reato descritte: distrazione spalmata sulle società, occultamento di documentazione e falso in bilanci. Intanto è stata inviata notifica alle parti e tutto il fascicolo è in mano al Gup.

 

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