Pietrarubbia, omelia del prete contro i partigiani durante la Messa del 25 aprile. Anpi insorge: «Falsità estrapolate»

Martedì 27 Aprile 2021 di Gianluca Murgia
Un prete durante l'omelia, foto tratta dal Web

PIETRARUBBIA Anpi infuriata, molti cittadini (sindaca compresa) perplessi, sconcertati, irritati per parole ritenute fuori luogo. Al centro della polemica c’è l’omelia del 25 aprile, giorno della Liberazione, a cura del parroco di Pietrarubbia, don Gabriele Mangiarotti, che di punto in bianco, durante la messa domenicale, ha raccontato ai fedeli presenti una vicenda di 76 anni fa: quella che vide vittima il seminarista reggiano Rolando Rivi e come carnefici «due partigiani» Giuseppe Corghi e Delciso Rioli.

 

 

«Un racconto strumentale, estrapolato, senza adeguata cornice storica - sottolineano dall’Anpi Montefeltro - Un modo per disonorare una giornata sacra per Anpi e per tutta l’Italia. Non è nostro compito rimarcare quello che può dire il parroco ma non si possono ascoltare giudizi mendaci sui partigiani che erano tutti assassini». 

La tragica vicenda datata 13 aprile 1945 (con Reggio Emilia liberata due giorni prima), per la cronaca, si chiuse quasi subito con la condanna di Corghi e Rioli in tutti e tre i gradi di giudizio e con beatificazione della giovane vittima il 5 ottobre 2013. «Il parroco nella sua omelia definisce i due come partigiani, mentre fiumi d’inchiostro sulla vicenda dimostrano tra l’altro, l’infondatezza delle sue affermazioni - spiega l’Anpi provinciale - La cosa che più scandalizza è che un pastore di anime usi quell’abito e quel pulpito per diffondere tali falsità, per di più in questa giornata che racchiude in sé tutti quei valori espressi dalla lotta di Resistenza, alla quale hanno partecipato decine e decine di suoi confratelli e tra i quali molti hanno anche perso la vita e per mano dei nazifascisti e non certo dei partigiani». 
Una cornice storica assente, con un messaggio neanche tanto latente, nell’omelia domenicale di don Gabriele Mangiarotti, parroco di Sant’Arduino, capace di far arrabbiare l’Anpi Montefeltro che, ora, chiede al «vescovo, mons. Andrea Turazzi» di invitare don Gabriele a leggersi qualche libro di storia serio, non quelli farlocchi che ha letto fino ad ora». E quando lo avrà fatto «se vorrà, potremo incontraci e confrontarci, ovviamente dopo aver dismesso temporaneamente gli abiti talari». 
La perplessità con riflessi di indignazione, a partire dalla sindaca Maria Assunta Paolini presente alla funzione religiosa, si è poi allargata, complice la cerimonia successiva per il 25 Aprile, a macchia d’olio in paese. Don Gabriele non ha trovato «migliore argomento se non riesumare una vicenda di 76 anni fa - ha spiegato Anpi Montefeltro - guarda caso gli anni che intercorrono dalla liberazione dal nazifascismo. Il parroco ha rievocato con dovizia di particolari la triste vicenda che ha visto come vittima il seminarista Rolando Rivi... Cosa c’entra questa vicenda con la Festa della Liberazione? Il prelato non la cita mai, ma il giorno scelto per raccontarla ne rende chiara l’allusione e si inserisce in quella scuola di pensiero che annovera sempre più seguaci e che equipara i partigiani, se non tutti la maggior parte di essi, a dei sordidi assassini... Cosa che prima di tutto è completamente infondata... E per di più in questa giornata che racchiude in sé tutti quei valori espressi dalla lotta di resistenza – “scelta morale” Mattarella 25 aprile 2021- alla quale hanno partecipato decine e decine di suoi confratelli e tra i quali molti purtroppo hanno perso anche la vita, e non certo per mano dei partigiani». 

Così la sindaca Maria Assunta Paolini: «Le parole del parroco non mi sono piaciute - rimarca -. E come a me anche a molte altre persone presenti. Un fatto reale ma senza una cornice storica per spiegarlo. Mai accaduto nulla di simile prima nella nostra parrocchia» in cui don Gabriele c’è da diversi anni. 

Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche