Tributo per Alex, il vigile che salvava gli altri. «Lo ricorderemo all’Arci, la sua casa»

Giovedì 6 Gennaio 2022 di Elisabetta Marsigli
Alex Eusepi (con il cappellino) insieme ad altri del gruppo Periferica e a Vimini

PESARO - È ancora sotto choc la città per la tragica morte di Alex Eusepi, 38 anni, avvenuta nella notte tra lunedì e martedì scorsi, in pieno centro, in piazzale Primo Maggio quando è stato trovato a terra privo di vita sul selciato, lo scooter qualche metro più avanti, nessun altro mezzo in apparenza coinvolto. Un vigile del fuoco nella piena accezione del termine, per la sua sensibilità e il suo impegno: una figura radiosa, intelligentissima e aperta al lavoro con gli altri e per gli altri. Questo in sostanza il ritratto che di lui tracciano gli amici. E di amici, Alex Eusepi, ne aveva tanti. Tanti che oggi sono increduli nel dolore. Lunedì sera Alex aveva passato una serata proprio con gli amici, al circolo Mengaroni, a poche decine di metri dal luogo dell’incidente. Stava tornando a casa.

 

 

«Era un vero amico, una persona buona e disponibile per tutti, - commenta Roberto Baioni del circolo Mengaroni - il primo a correre, per dare una mano. Una persona che sprizzava voglia di vivere dagli occhi, sempre pronto ad organizzare a “fare”, non stava mai con le mani in mano. Vederlo entrare nel locale metteva allegria, era solare e positivo con una gran voglia di vivere, anche nei momenti più difficili. Un vero “trattore” a cui piaceva stare in mezzo alla gente: io lo chiamavo il “combattente”, credeva in tutto quello che faceva ed era di sprone per tutti noi». Una realtà difficile da accettare: «Era stato qui fino a poco prima, era in forma. Questa cosa mi ha lasciato davvero sconvolto, con un vuoto che non riesco nemmeno ancora a realizzare e che di sicuro sarà difficile da colmare». Era impegnato Alex e tanto. Nel lavoro, come in politica o nell’associazionismo. Vigile del fuoco, consigliere di quartiere di Villa Fastiggi e Villa Ceccolini nel Pd, anima del semestre del Quartiere IV Capoluogo della cultura e di tante situazioni belle e importanti, Alex era il vicepresidente di Periferica, l’associazione che in questi anni ha promosso diverse attività musicali e culturali, facendo vincere al proprio quartiere il primo bando del Comune. «Era come un fratello per me, - commenta Marco Roscetti, presidente di Periferica, ancora sconvolto dalla perdita - ma anche di più: ci sentivamo tutti i giorni. Sono stati due anni terribili, ma questa è senza dubbio la scossa più forte. A livello cittadino poi, dopo la scomparsa di Guagno, l’artista, Mirko, grande direttore artistico, Alex era l’icona del pubblico, quello che anima e stimola gli artisti a suonare. Con l’associazione poi, non solo era “il pubblico”, ma anche quello che stava dietro le quinte a mandare avanti le questioni tecniche». Alex era il vicepresidente di Periferica: «Da sempre aveva fatto parte del comitato direttivo. Quello che lo rendeva unico era che oltre all’ottima dialettica era di una praticità assoluta: in ogni cosa che organizzavamo lui sapeva risolvere qualsiasi problema».

Ieri l’associazione si è riunita per ricordarlo: «Io sono solo il portavoce di tutta Periferica, - sottolinea Marco - perché per tutti noi è una perdita enorme e sofferta. Era conosciutissimo da tutti perché a tutti riusciva a dare qualcosa. Io lo definirei un “democratico romantico” per questa sua capacità diplomatica assoluta: non era malizioso e sapeva tenere tutti uniti e dalla stessa parte anche persone diverse tra loro». Ci sarà occasione per ricordarlo: «Lo faremo nella sua “casa emotiva” e della partecipazione sociale, che è il circolo Arci di Villa Fastiggi, non distante da casa sua». Nessuno riesce a spiegarsi la dinamica dei fatti: «Era una persona responsabile, esperto di salvataggi fluviali e in montagna: lui salvava la vita alle persone».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA