Nella casa di riposo 30 morti e 20 operatori risultati positivi. «Servono tamponi per tutti»

Lunedì 6 Aprile 2020
Santa Colomba
PESARO -  Dopo Casa Roverella anche la residenza comunale protetta di Casa Aura, parte dello stesso complesso residenziale per anziani Santa Colomba, chiede ad Asur la possibilità di eseguire tamponi per il coronavirus a tappeto. 

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«C’è un dato su tutti, che lascia perplessi, il totale dei decessi ad un mese dall’inizio dell’emergenza nell’intero complesso di Santa Colomba – commenta Alessandro Contadini referente Cisl sanità – siamo arrivati a quasi 30 ospiti deceduti, e tutti per casi riconducibili al virus. Segnalazioni di casi positivi continuano ad arrivare anche da Casa Aura e da Casa Roverella. Fra l’altro dalle segnalazioni degli operatori che lavorano all’interno, non risulta ad oggi, che siano stati creati percorsi dedicati ai pazienti Covid, soprattutto per gli spostamenti da un modulo all’altro o da un’area all’altra delle strutture».

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A Casa Roverella ad oggi sono 20 gli operatori socio sanitari in malattia e alcuni di questi in isolamento domiciliare perché venuti a contatto con ospiti positivi. Sei gli ospiti risultati positivi al Covid ma quattro sono i tamponi eseguiti da Asur di cui si attendono ancora i risultati. Ritardi che hanno spinto Gino Grandoni, presidente del Consorzio, a scrivere una prima lettera di sollecito indirizzata al direttore Asur. Fin dall’inizio dell’emergenza la riorganizzazione della struttura privata, ha visto la suddivisione in aree rosse, arancioni e zone verdi senza ospiti positivi. Anche sabato un anziano con tampone positivo, è stato spostato e trasferito nell’area zona rossa. Fra gli operatori sanitari c’è preoccupazione anche perché Asur nei giorni scorsi avrebbe richiamato in servizio i sanitari in quarantena ma asintomatici, per il rientro al lavoro, utilizzando i dispositivi di protezione. Ma nella sua lettera il presidente Grandoni aveva evidenziato la mancanza proprio di mascherine FFP2 , camici adeguati e occhiali di protezione, necessari a tutelare operatori al lavoro e ospiti, di qui la richiesta di sottoporre tutti ai tamponi, per cui ora si attende l’attivazione di un’Unità Speciale di medici Usca, dedicata alle case di riposo. 
Anche la responsabile della struttura comunale Casa Aura negli ultimi giorni ha scritto alla direzione Asur. «Al momento abbiamo 15 ospiti degenti positivi al virus di cui 8 sono asintomatici, ma tutti isolati in un’ala dedicata – riferisce Marina Vagnini – fino a venerdì scorso abbiamo seguito la normale procedura per cui i nostri operatori infermieri e e operatori socio sanitari richiedevano ad Asur i tamponi solo per gli ospiti con sintomi sospetti Covid.

« Vedremo ora se dopo l’arrivo di altri kit necessari per eseguire i test, avremo un cambio di rotta. Abbiamo comunque scelto dopo esserci confrontati anche con il coordinatore infermieristico, di sollecitare la direzione Asur, chiedendo di eseguire i tamponi anche su ospiti e personale asintomatico entrato in contatto con degenti positivi. Ora attendiamo indicazioni. Sarebbe comunque un modo per gestire al meglio gli ospiti già di per sé fragili e tenere sotto controllo l’evoluzione del virus». © RIPRODUZIONE RISERVATA