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«Grazie Gnudi, siamo con te». Ma il bersaglio è la Regione: qui sta distruggendo la sanità

La protesta del Pd
La protesta del Pd
di Thomas Delbianco
5 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Aprile 2022, 06:40

PESARO - L’atleta paralimpico pesarese Marco Manzini è arrivato in via Oberdan indossando una maglietta con il numero 1 nelle spalle affiancato dal nome Gnudi” Sul fronte della t-shirt la scritta “Grazie dottore, siamo tutti con te”. Quel “grazie dottor Gnudi” si è ripetuto anche nei cartelli che i vari esponenti del Pd hanno mostrato con fierezza ieri mattina nel sit-in organizzato davanti al pronto soccorso, il reparto diventato un simbolo nella lotta alla pandemia che Umberto Gnudi ha guidato per 2 anni. 

 

Una manifestazione con una ventina di esponenti dem, in difesa dell’ex primario nel giorno del suo ultimo turno di lavoro, per dare il benvenuto all’attuale primario Giancarlo Titolo, per denunciare la fuga di medici dal pronto soccorso (altri cinque oggi in uscita), la carenza di altri servizi sanitari territoriali, oltre ad esprimere malumori per lo «smontaggio» del nuovo ospedale di Muraglia e più in generale per criticare in maniera aperta la Regione verso quella che il Pd vede come «una gestione inadeguata della sanità nella città». 

Non si è invece presentato Umberto Carriera, il leader di Ioapro, il quale aveva anticipato la protesta in loco contro la benemerenza che il sindaco vuol concedere al medico per le sue precedenti dichiarazioni contro i no-vax. Per evitare eventuali tensioni, è stata nutrita la presenza di forze dell’ordine, tra Polizia, Digos e Carabinieri, ma senza nessun bisogno di intervenire. 
Dopo aver esposto i cartelli, il segretario locale Pd Giampiero Bellucci ha preso il megafono in mano: «Esprimiamo vicinanza al dottor Gnudi, per il suo ultimo giorno di lavoro all’ospedale, a seguito delle sue tristi dimissioni. Sottolineiamo inoltre come il nostro intento non sia quello di tifare contro o a favore di qualcuno, ma anzi, ci teniamo ad augurare buon lavoro al nuovo primario Giancarlo Titolo e a tutto il suo staff per l’impegno che, siamo sicuri, interpreteranno a dovere. Infine - continua Bellucci - segnaliamo la nostra profonda preoccupazione per la gestione dei servizi ospedalieri del territorio da parte della giunta regionale, che non sta sfruttando le occasioni del Pnrr ma che vediamo, invece, molto attiva nello smontare, pezzo per pezzo, il progetto sanitario previsto per la città senza stabilire un nuovo piano. 

«Assistiamo continuamente a medici e operatori sanitari che annunciano le loro dimissioni, a guardie mediche che continuano a chiudere, ad un servizio sanitario che vacilla e che ci preoccupa. Serve una visione sul futuro che va condivisa con i territori, una aperta capacità di ascolto e non emarginare chi solleva carenze». La giunta Acquaroli nel mirino di Bellucci: «Ad oggi, la giunta regionale del presidente Acquaroli non ha migliorato nulla, ha solo trasferito o chiuso reparti e guardie mediche a Pesaro e in tanti comuni della provincia. 

La Regione non ha trovato nemmeno i 13 medici promessi per il pronto soccorso. Situazione che obbligherà, vista la continua carenza di personale, tutti gli operatori a turni estenuanti che si accodano ad anni già difficili e complicati come quelli da cui stiamo provando ad uscire». Sulla stessa linea anche la capogruppo Pd Anna Maria Mattioli: «La nostra indignazione - ha spiegato - oggi è verso la direzione regionale che decide sulla Sanità. Con una mozione urgente votata all’unanimità in consiglio comunale, era stato chiesto all’assessore Saltamartini un immediato interessamento in merito alla necessità di assunzioni di nuovo personale medico e paramedico al Pronto soccorso e un dignitoso riconoscimento retributivo. Quando si è insediata la giunta Acquaroli, i medici al Pronto soccorso erano 38 e oggi sono 17. A rendere merito al dottor Gnudi, ci penseranno il sindaco e il consiglio comunale nelle opportune sedi. Mentre grazie al nuovo governo regionale scenderemo a 17 medici senza riuscire a coprire i turni, con l’inevitabile allungamento delle ore di attesa dei cittadini prima di essere curati. E faccio presente che - continua Mattioli - siamo tutt’oggi senza guardia medica per l’assistenza notturna e festiva quindi chi sta male va per forza al pronto soccorso. Situazione insostenibile». 

Per il presidente dell’Assemblea Pd comunale Timoteo Tiberi, «in 2 anni la distanza tra cittadino e sanità è aumentata», mentre il consigliere regionale Pd Andrea Biancani segnala che «l’ultima interrogazione da noi fatta è datata dicembre 2021, dove la situazione si presentava nettamente migliore ad adesso. Nessun medico, già promesso in precedenza, è stato aggiunto allo staff del San Salvatore. Abbiamo una carenza continua dettata dalla mala gestione della sanità locale. Oggi l’ospedale di riferimento per tutta la provincia rischia di doversi appoggiare a medici provenienti da realtà private». 

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