«Aiutate me e i miei figli» e circuisce anziano prete. Donna e compagno condannati per estorsione ma lei è sparita

Venerdì 26 Marzo 2021 di Luigi Benelli
Un prete rivolto all'altare, foto tratta dal Web

PESARO - Tutto era nato con una richiesta d’aiuto per lei e per i figli, rimasti soli e poveri dopo la guerra in Kossovo. Poi i ricatti sullo sfondo di un revenge porn, con la minaccia di far vedere al vescovo foto compromettenti. Già, perché la vittima di Liliana Stojanovic, 40enne dell’Est Europa era un parroco pesarese, anziano.

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Un profilo di vittima scelto accuratamente, perché la signora, assieme al suo compagno avevano fatto lo stesso a Ravenna, con un altro sacerdote. Un raggiro subdolo, tanto da finire a processo per circonvenzione di incapace ed estorsione. La donna si era avvicinata al parroco pesarese, oltre 50 anni di sacerdozio, cercando aiuto. Disse di essere vedova, sola perché il fratello e i genitori erano morti nella guerra del Kossovo. Ha cercato di muovere a compassione il parroco, facendo leva sulla sua indigenza e sulla impossibilità di provvedere ai figli. Per essere più convincente ha cercato di circuire il prete con comportamenti seduttivi. 

Gli aiuti economici sono diventati sempre più importanti perché le pressioni psicologiche, quelle a sfondo “torbidamente emozionale” e manifestamente sessuali sono diventate sempre più forti. Il tutto approfittando di uno stato di fragilità psicologica della vittima per l’età e l’arrendevolezza. Per la procura, tramite l’indagine coordinata dal pubblico ministero Silvia Cecchi la donna ha condotto il prete in una «condizione di prostrazione sempre più disperata». Tanto da farsi consegnare in più volte circa 100 mila euro in denaro, gioielli e quattro auto: una Ford Focus, una Lancia Musa, un camper Fiat Ducato e una Renault Espace. Il tutto utilizzando persino il denaro della parrocchia, di affitti dovuti alla parrocchia e prestiti di altri preti.

Soldi consegnati anche al compagno della donna Svetozar Jovanovic, 45 anni. Il parroco, sfinito dalle richieste, ha detto basta di fronte alla pretesa di 700 euro. La coppia lo avrebbe quindi ricattato dicendo di voler inviare «documenti compromettenti al vescovo». In pratica avrebbero fotografato un approccio spinto di lei verso il prete. Un ricatto che ha fatto scattare l’accusa di estorsione. Il sacerdote non si è costituito parte civile ma ha raccontato la sua versione in aula. Pensava che fosse in uno stato di bisogno. Ha ammesso che la signora ci avrebbe provato con lui. Lo psichiatra, consulente del pm, ha evidenziato che il sacerdote non ha disturbi cognitivi, ma si trovava in una situazione di fragilità emotiva nel periodo in cui ha conosciuto la 40enne e il suo fidanzato. La signora è stata condannata a 3 anni e 8 mesi e il fidanzato a 2 anni e 4 mesi. Oggi lei sembra irreperibile e non è la prima condanna che riceve.

A Ravenna chiese al prete di toccarle il seno per verificare la presenza di un tumore. Poi le richieste di soldi, minacciando di denunciare il sacerdote con l’accusa di palpeggiamento. Spillò 5300 euro. Poi il processo e la condanna della Stojanovic e del compagno a due anni e tre mesi ciascuno per estorsione.

 

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