Via libera dai sindaci alla nuova diga: «Non disseterà solo, sarà anche un’attrazione turistica»

Martedì 23 Febbraio 2021 di Eleonora Rubechi
La conferenza in Provincia

PESARO - Prevenire l'emergenca idrica che specie nel periodo estivo affligge le zone interne della provincia rendendo facilmente accessibili le risorse idriche alle future generazioni, nonostante le mutazioni climatiche in atto: un’esigenza che, come annunciato, è stata al centro dell’assemblea dei sindaci che si è tenuta ieri in Provincia e che si è concentrata sul progetto di un imponente nuovo invaso, il quarto nel Pesarese, di 14 milioni di metri cubi d’acqua, la cui realizzazione sarà resa possibile dal complesso recupero dei fondi statali (si parla di 150 milioni di euro) e dalla sinergia tra Aato, Assemblea di Ambito Territoriale ottimale di Pesaro Urbino, Marche Multiservizi, Regione Marche e Provincia.

 

Un’opera resa necessaria dalla presenza da ormai due decenni del fenomeno di aumento della temperatura, diminuzione delle precipitazioni e aumento dell’intensità delle stesse, a discapito di una ottimale filtrazione dell’acqua nel terreno a ricostituzione delle falde sotterranee. «L’assemblea - si legge nella nota congiunta - ritiene appropriato approfittare della possibilità di finanziamento statale individuato dalle leggi di bilancio dello stato 2018/19, lo studio eseguito dai geologi Daniele Farina e Paolo Ceccarini, esteso all’intera area provinciale, ha individuato cinque siti idonei a realizzare un invaso che possa soddisfare le necessità idropotabili della provincia». Spiega Marco Ciccolini, pesidente di Aato: «Si tratta del Fosso dell’Eremo, in prossimità di Piobbico, le fonti del Candigliano tra Mercatello e Apecchio, il torrente Morsina a Mercatello, il Certano, nella frazione di Pianello e il torrente Apsa tra Peglio, Sassocorvaro e Urbino. Nel giro di un mese verrà organizzata un’altra assemblea dei sindaci, ulteriore tappa del percorso avviato lo scorso agosto per giungere alla risoluzione di una problematica di interesse di tutto il territorio».

Il progetto della diga è chiaramente a lungo termine: si parla di 8/9 anni. «Una cooperazione ottimale data l’esigenza forte e sentita - prosegue Daniele Tagliolini, presidente di Marche Multiservizi -la carenza idrica in provincia è un dato oggettivo che affligge soprattutto le zone interne, dovuto soprattutto al fatto che l’80% delle riserve è costituito da acque superficiali. E’ impensabile che nei mesi estivi si debba attendere la pioggia per avere un adeguato rifornimento idrico: c’è l’obbligo morale ed etico di mettere in campo la migliore strategia possibile per far sì che le generazioni future non debbano soffrire per la mancanza di risorse idriche». «Senz’acqua non c’è vita - commenta Mauro Tiviroli, amministratore delegato di Marche Multiservizi - l’acqua è sopravvivenza per un territorio. Ogni giorno dobbiamo sopperire al fabbisogno delle famiglie distribuendo 60 milioni di metri cubi di acqua. Realizzare quest’opera è parte di una strategia win to win, con innumerevoli risvolti positivi: l’invaso potrà avere anche una valenza turistica, come è accaduto in Romagna a Ridracoli, una diga che sopperisce al fabbisogno idrico di tutto il territorio circostante e che ogni anno è meta di molti turisti».

«Non sarà un percorso breve, costruire una diga richiede una pianificazione attenta e strutturata - commenta Michele Ranocchi, direttore di Aato- ma sarebbe impensabile non approfittare dall’occasione che ci si propone grazie ai fondi statali per offrire all’utenza un servizio che si rivelerà fondamentale non solo nel presente, ma soprattutto in futuro, e che si potrà realizzare senza andare ad incidere sulle tariffe vigenti». Marco Ciccolini, presidente Aato: «Questa soluzione potrebbe essere definitiva perché si parla di un bacino di 13/14 milioni di metri cubi di acqua, una riserva importante per tutta la provincia». «Abbiamo il dovere di ragionare guardando al benessere di chi verrà dopo di noi - conclude il presidente della Provincia, Giuseppe Paolini- operando scelte che garantiscano un futuro libero da emergenze legate alla siccità».

 

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