Pesaro, eroina e cocaina in garage. Una fabbrica di droga a Pantano

Un militare delle Tenenza di Cattolica mostra la droga ritrovata in un garage di Pesaro
Un militare delle Tenenza di Cattolica mostra la droga ritrovata in un garage di Pesaro
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Giovedì 28 Novembre 2019, 14:47 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 22:22

PESARO - Dopo le armi da 007, la droga più pesante: eroina e cocaina in gran quantità per un giro d'affari stimato nell'ordine dei 200mila euro. Dopo l’arresto operato lo scorso 25 novembre dai Carabinieri della Tenenza di Cattolica nei confronti di una donna, originaria di Forlì, classe ’64 e residente a Saludecio, nullafacente, pregiudicata, per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi modificate, l’attività investigativa dei militari, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, ha portato alla scoperta di un nuovo garage in via Mancini, a Pesaro, adibito questa volta a deposito della droga

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Nel pomeriggio di ieri, su delega dell’Autorità giudiziaria, i carabinieri cattolichini hanno eseguito una nuova perquisizione in danno della donna, nel frattempo ristretta nella casa circondariale di Forlì, sulla base delle progressioni investigative acquisite. Le ricerche, preliminarmente finalizzate ad individuare un nuovo garage nella disponibilità della donna, hanno infatti consentito di localizzare l’ulteriore box a pochi metri di distanza da quello in cui erano stati precedentemente rinvenuti lo stupefacente e le armi, nel medesimo contesto residenziale nel pesarese. Questa volta, però, la scoperta dei militari ha portato alla luce una vera e propria industria dello sballo.
Sollevata la saracinesca, i carabinieri hanno rinvenuto una pressa, bilancini di precisione e materiale vario per confezionare le dosi in “panetti”, per lo spaccio in grossi quantitativi.

Inoltre sono state rinvenuti, all’interno di una cassaforte, più di 3 kg di eroina, circa 300 grammi di cocaina e 6 flaconi di metadone. L’operazione dei carabinieri ha così fatto luce su un giro d’affari che si aggirava attorno ai 200.000 euro circa ed è il segno dell’incessante sforzo profuso dai militari dell’Arma nel contrasto allo spaccio di morte.
 
 

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