Nel ricordo di Ago e Max, la giunta dice sì ai campi da basket del San Decenzio

Augusto Baldini
Augusto Baldini
di Thomas Delbianco
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Martedì 2 Novembre 2021, 07:05

PESARO - Nel parcheggio San Decenzio ci sono tre campetti di basket. Manca solo il voto della giunta, atteso per questa mattina, ma ormai si può dire che è ufficiale: i tre campi si chiameranno Ago, Max e Paolini. L’allenatore Roberto Piferi, che per primo ha lanciato la proposta dell’intitolazione di un luogo o evento sportivo della città agli indimenticati educatori di pallacanestro giovanile Augusto Baldini e Massimiliano Sartini, ha vinto la partita. E con lui l’hanno vinta i tanti pesaresi allenati nel loro percorso cestistico da Ago e Max, ma anche le tante persone che li hanno apprezzati per quello che hanno dato alla crescita del basket a Pesaro.

 

L’idea è stata raccolta e in brevissimo tempo, messa nero su bianco, dall’assessore Enzo Belloni, amico e collega allenatore di basket per tanti anni di Max e Ago. E ha deciso di intitolare il terzo campetto ad un altro allenatore storico di Pesaro, Carisio Paolini. 


«Ho protocollato e sottoposto la proposta al sindaco, che l’ha firmata con grande piacere - racconta Belloni - ho contattato i familiari di Max, Ago e Carisio. Un’altra idea che stiamo sviluppando è quella di realizzare un disegno stilizzato che li riguardi, al centro di ogni playground. Inoltre, insieme all’assessore allo Sport Mila Della Dora stiamo pensando ad una inaugurazione in grande stile organizzando un evento di basket con la partecipazione di tanti atleti che li hanno avuti come allenatori».

Nella proposta, firmata da Belloni, viene presentata la richiesta per l’intitolazione dei campetti a «tre protagonisti del basket giovanile pesarese, che hanno svolto un impagabile servizio per l’attività giovanile, per la crescita sociale, educativa e formativa dei giovani, tanti di loro oggi uomini veri anche grazie all’insegnamento della pallacanestro». Il documento dedica un passaggio ad ognuno dei tre allenatori.

Max: «Fondatore della Stella Maris, uomo di grande fede, morto nell’agosto 2011, dopo aver lottato contro un male incurabile. Allenatore e dirigente ricordato ancora con grande ammirazione e nostalgia, ragazzo e uomo dalle qualità umane eccelse, ha allenato e cresciuto per anni centinaia di giovani, educandoli allo sport e alla vita, essendo anche un dirigente conosciuto e stimato».

Ago: «Ragazzo che ha saputo reagire al dramma di un incidente che lo ha costretto in carrozzina e con la sua caparbietà e l’aiuto degli amici ha contribuito a rivitalizzare il quartiere di Villa San Martino degli anni ‘80 e 90’, dove ha fondato nel campo parrocchiale una squadra di basket che per anni si è fatta onore nelle categorie giovanili e senior, e anche dalla sua capacitò tecnica sono nati giocatori di altissimo livello che si sono resi protagonisti nel basket italiano ed europeo».

Carisio Paolini: «Mitico allenatore di generazioni di ragazzi della Vl, capostipite di generazioni di allenatori pesaresi di altissimo livello, è cresciuto insieme al basket di Pesaro, forgiando tantissimi uomini, alcuni dei quali hanno calcato anche i parquet del basket professionistico italiano ed internazionale, sia come giocatori che come allenatori».

La proposta di intitolazione si conclude così: «Questi nostri amici rappresentano in pieno tutti coloro che tramite il basket e lo sport in genere hanno contribuito a crescere in maniera sana generazioni di giovani, ora uomini e anche chi, ed è la stragrande maggioranza, non ha fatto dello sport la propria professione, ha beneficiato di vantaggi della socializzazioni che deriva dai legami di amicizia e dallo stare in gruppo. La città di Pesaro è cresciuta come capitale dello sport ed un luogo dove crescere bene i propri figli anche grazie al lavoro di questi amici e di tutti i maestri dello sport pesarese, insieme ai quali i nostri giovani hanno imparato a competere in maniera sana e con la consapevolezza che ci si può divertire senza dover per forza vincere. Chi è cresciuto nello sport sano può così fronteggiare meglio le delusioni che ogni tanto la vita presenta a tutti noi».

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