Pronto soccorso, difficoltà in aumento: a maggio parte una riorganizzazione ma i medici in fuga verso la Romagna

Sabato 30 Aprile 2022 di Lorenzo Furlani
Il pronto soccorso del San Salvatore di Pesaro

PESARO - Aumentano le difficoltà al pronto soccorso dell’azienda Marche Nord per la cronica carenza di medici specializzati, che non si è ancora alleggerita bensì tende ad aggravarsi, e il direttore Giancarlo Titolo annuncia una riorganizzazione operativa a partire da maggio per rendere più efficiente il servizio attraverso una gestione più funzionale delle consulenze specialistiche, degli esami diagnostici e di casi clinici specifici.

 

 Attivato il medico reperibile
Nell’ultima settimana per due volte al pronto soccorso di Pesaro è stato attivato il rinforzo del medico reperibile (disponibile per i turni notturni e festivi) perché il numero dei pazienti trattati e in attesa di esserlo aveva superato il livello di guardia: non tanto a causa di accessi straordinari quanto per il rallentamento fisiologico del servizio dovuto alla presenza nei turni di professionisti di altri reparti che avevano meno pratica di medicina d’urgenza. Questa è una delle conseguenze del piano di emergenza adottato da Marche Nord per sopperire alla carenza di organico del pronto soccorso con i medici ospedalieri di specialità equipollenti e affini, piano che ha prodotto qualche volta anche un significativo ritardo nel cambio dei turni per imperfette comunicazioni tra i reparti. 

Attualmente al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera prestano stabilmente servizio 23 medici, rispetto ai 38 dell’inizio del 2021, tra cui una specializzanda appena contrattualizzata. Ma da domani torneranno a essere 22 per l’uscita di una dottoressa che ha vinto un concorso nella sua regione d’origine.

Tra i dimissionari 3 irriducibili
E sono 5 i medici attualmente in servizio dimessisi un mese fa sulla scia dell’ex direttore Umberto Gnudi, di cui solamente 2 si sarebbero resi disponibili a ripensarci. Come sono 5 (4 di questi dimissionari e uno in servizio a Fano) coloro che hanno presentato la domanda per il concorso pubblico per medici di pronto soccorso indetto dall’Ausl della Romagna, in pratica colonizzato dai professionisti in fuga da Pesaro (9 su 10 dei candidati ammessi alle prove lavorano o hanno lavorato fino a poco tempo fa a Marche Nord).

Una riprova che nella carenza diffusa di professionisti con questa specializzazione (nel quadro di una più generale mancanza di medici) si registra un disagio particolare nella sanità pesarese, di cui non si accorge solamente chi non vuole vederlo.

Soppressa la “nottina”
Tra la fine del 2021 e questi mesi iniziali del 2022 è stata significativamente ridotta la dotazione di medici in servizio al pronto soccorso di Marche Nord, secondo un trend iniziato diversi mesi prima. Perché è stata soppressa la cosiddetta “nottina”, ossia il servizio di cinque ore (dalle 20 all’una) del terzo medico nel presidio di Pesaro, che serviva a smaltire le code residue della giornata; è stato definitivamente eliminato sempre a Pesaro il terzo medico del pomeriggio mentre a Fano sono stati stabilmente ridotti da due a uno i turni per i 12 posti letto di osservazione temporanea, ora con un medico dedicato in servizio a cavallo tra mattina e pomeriggio (dalle 10,30 alle 16,30) in aggiunta ai due ordinariamente in servizio al pronto soccorso.

 Le coperture dei turni da altri reparti
Secondo i turni (di 6 ore) predisposti per il mese di maggio la copertura al pronto soccorso garantita dai medici di altri reparti è del 4,2% al San Salvatore di Pesaro (dove ci sono 14 posti letto di medicina d’urgenza con un medico dedicato in turno al mattino e uno al pomeriggio) e del 22,6% al Santa Croce di Fano per un dato complessivo di Marche Nord del 13% (ovvero più di 1 turno ogni 10). Per assicurare risposte adeguate ai pazienti adesso si punta su più efficienti sinergie tra i reparti.

Tre selezionati, uno solo in servizio
Negli ultimi 40 giorni due determine di Marche Nord hanno stabilito l’assunzione di tre medici al pronto soccorso ma di questi uno solo è entrato in servizio. La dottoressa di Urbino che ha vinto il penultimo concorso regionale, infatti, non ha firmato il contratto, mentre delle due dottoresse selezionate per 6 mesi con l’ultimo avviso urgente una è in maternità e non arriverà prima di settembre.

A Rimini 9 su 10 candidati da Marche Nord
La forza di attrazione della sanità romagnola, che oltre a generare la consolidata mobilità passiva dei pazienti ha tolto negli ultimi anni risorse professionali qualificate alla sanità pesarese, agisce anche nella specialità del pronto soccorso. Infatti, nell’elenco dei candidati ammessi alle prove (scritta, pratica e orale) del concorso pubblico per chirurgia e medicina d’accettazione e d’urgenza indetto a marzo dall’Ausl della Romagna, le cui domande scadevano il 21 aprile, 9 su 10 prestano o hanno prestato servizio al pronto soccorso di Marche Nord.

Concorre anche Gnudi
Innanzitutto, c’è Umberto Gnudi, il direttore facente funzioni del pronto soccorso che guidando un’affiatata equipe ha retto la forza d’urto degna di uno tsunami della pandemia, da marzo 2020 a gennaio 2022, quando la direzione di Marche Nord ha riaperto la procedura di selezione preferendogli il responsabile del pronto soccorso di Fano.

Poi ci sono 4 dei 5 medici - tuttora in servizio a Marche Nord a differenza di Gnudi - che hanno seguito l’esempio di quest’ultimo con le dimissioni presentate a marzo. E c’è una dottoressa in servizio nel presidio di Fano.

Completano la rosa una dottoressa in aspettativa da Marche Nord e due medici dimessisi nel 2021. L’Ausl di Rimini nominalmente cerca un medico, ma l’esigenza è maggiore e la proposta di assunzione, superando le prove, è pressoché certa.

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA