La Neurochirurgia di Morabito al 57° posto nel mondo e al 2° in Italia: ​«Onorati io e il mio gruppo, noi partiti da zero nel 2004»

Giovedì 21 Ottobre 2021
Letterio Morabito

PESARO - Si può considerare un reparto di eccellenza al quadrato dell’azienda ospedaliera Marche Nord, sia perché eroga prestazioni di secondo livello con un bacino di utenza da 600mila a 1,2 milioni di abitanti secondo la normativa Balduzzi in base alla quale è inquadrato nelle reti cliniche regionali, sia perché è stato accreditato dai professionisti della sanità tra i migliori reparti ospedalieri al mondo di questa specialità: 57° nella classifica di Newsweek e Statista, che ne certifica 125 di alta qualità di oltre 20 Paesi, 15° in Europa e, quello che più conta, 2° in Italia, dietro solamente l’Irccs Carlo Besta di Milano.

 

Per la Neurochirurgia diretta da Letterio Morabito un riconoscimento che non gratifica solamente le professionalità e le competenze di questa unità operativa complessa bensì premia anche un progetto sanitario strategico, certificando una scommessa vinta perché il reparto è nato a Pesaro solamente nel 2004.


Mille interventi all’anno
«Questo importantissimo risultato di competenza - afferma il direttore Morabito - onora me ed il mio gruppo di collaboratori (in servizio sei medici oltre al primario) che, utilizzando al meglio le risorse che la Regione Marche ci ha affidato, non confrontabili con quelle degli ospedali di Milano, è riuscito a restituire ai pazienti un reparto di livello paragonabile ai migliori al mondo. Il risultato è ancora più rilevante se si considera che il reparto di Pesaro partiva da zero». 
La Neurochirurgia al San Salvatore fu avviata dallo stesso Morabito, che dopo la laurea conseguita a Milano aveva acquisito la prima esperienza professionale ad Ancona, prima della nascita di Marche Nord (azienda attiva dal 2011). «La mia formazione svolta in diversi centri italiani ed esteri mi ha permesso di sviluppare una realtà capace di gestire tutta la patologia neurochirurgica ai massimi livelli - spiega il direttore -. Negli anni abbiamo continuamente aumentato il numero di pazienti operati fino ad arrivare a quasi mille nel 2019». Di questi all’incirca il 90% proviene da tutte le Marche, il 10% dalle altre regioni d’Italia. «La patologia spinale viene operata con tutte le metodiche disponibili - sottolinea Morabito -, dagli interventi di vertebroplastica sino ai più complessi interventi di chirurgia multiapproccio, in modo che venga eseguito sul paziente l’intervento più appropriato. Spesso il trattamento nasce da una discussione dei casi nel gruppo di medici del reparto proprio per la scelta più idonea. Siamo quindi diventati referenti europei per la chirurgia spinale della Ulrich e della Zimmer (aziende del settore sanitario, ndr) per le quali organizziamo ogni anno corsi di chirurgica per chirurghi da tutto il mondo».


Le relazioni internazionali
Proprio le relazioni nazioni e internazionali, con gli stage formativi a Pesaro e le lezioni all’estero del primario, e le collaborazioni interdisciplinari sono fondamentali per una classifica che si basa sulle raccomandazioni dei colleghi. «Abbiamo suddiviso la patologia cranica tra team superspecialistici per ogni patologia con gruppi multidisciplinari che coinvolgono molti reparti dell’ospedale - spiega Morabito -. I casi con malformazioni vascolari vengono trattati sia con metodo endovascolare che chirurgico, per cui ogni caso viene analizzato e si sceglie il tipo di approccio più efficace e con meno rischi. La patologia tumorale viene gestita da un responsabile che analizza tutti i casi operati e programma un percorso di terapia che preveda tutte le possibili opzioni di trattamento che possano seguire alla chirurgia nella maniera più efficace. Anche la patologia dell’ipofisi e sellare viene gestita da un team che comprende anche due otorini dedicati, in quanto quasi tutta la chirurgia sellare viene operata con metodica endoscopica transnasale».


l. fur.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA