I soci di Marche Multiservizi vanno all'incasso, oggi distribuiti 9 milioni: quasi la metà a Hera di Bologna

I soci di Marche Multiservizi vanno all'incasso, oggi distribuiti 9 milioni: quasi la metà a Hera di Bologna. Nella foto l'amministratore delegato Mauro Tiviroli
I soci di Marche Multiservizi vanno all'incasso, oggi distribuiti 9 milioni: quasi la metà a Hera di Bologna. Nella foto l'amministratore delegato Mauro Tiviroli
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Venerdì 14 Ottobre 2022, 05:10

PESARO - Crisi economica, pandemia, carenza di materie prime e rincari energetici. Sembra che nessuna avversità economica possa compromettere il trend di crescita patrimoniale e reddituale di Marche Multiservizi, la società dei servizi pesarese del gruppo Hera. Oggi è il giorno dello stacco della cedola delle azioni per l’esercizio 2021, che si è chiuso con un utile di 13,5 milioni di euro, e per il quarto anno consecutivo Marche Multiservizi paga un dividendo ordinario di 54 centesimi per ogni azione del valore nominale di 1 euro.


Sorridono il presidente di Hera e il sindaco di Pesaro e hanno motivo per rallegrarsi anche il primo cittadino di Urbino, il presidente della Provincia e quello dell’Unione montana dell’alta valle del Metauro perché nelle casse della società e di questi enti soci entrano risorse consistenti o, comunque, significative. Degli 8.795.808 euro distribuiti con il dividendo, infatti, oltre 4,1 milioni vanno ad Hera (colosso quotato in borsa, che possiede il 46,7% delle azioni), 2,2 milioni sono incassati dal Comune di Pesaro (25,5% di azioni), 762mila euro li percepisce la Provincia di Pesaro Urbino (8,6%), quasi 354mila euro vengono accreditati al Comune di Urbino (3,9%) e oltre 168mila euro arrivano all’Unione montana dell’alta valle del Metauro (1,9%). Il resto va agli altri 51 soci pubblici ultra minoritari, come l’Unione Montana del Catria e del Nerone che con lo 0,00068% delle azioni incassa circa 60 euro.

La capitalizzazione

A consuntivo del secondo esercizio segnato dalla pandemia di Covid-19 (che ha comportato un aggravio dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti), quando già si registravano le prime turbolenze sul mercato internazionale delle materie prime e dell’energia, Marche Multiservizi, che gestisce il ciclo idrico integrato, l’igiene ambientale e la distribuzione del gas metano su gran parte del territorio provinciale, ha confermato e per certi aspetti rafforzato il risultato positivo della gestione degli ultimi anni. Oltre alla notevole capitalizzazione, con 4.724.116 euro dell’utile destinati a riserva ordinaria, la società ha mantenuto l’alta remunerazione del capitale investito, riservando al dividendo il 65% del risultato di gestione.

Rendimento di oltre il 10%

Per i pochi investitori privati che dopo 19 anni mantengono le azioni acquistate al prezzo di 5,25 euro l’una all’epoca della privatizzazione di Aspes Multiservizi (ora appena lo 0,02611% del capitale sociale) il rendimento è di 10,28% (redditività dei titoli pluriennali dello Stato quando l’inflazione correva a due cifre). Rispetto al valore aggiornato di 14,46 euro, il prezzo unitario a cui nel 2019 i Comuni di Monteciccardo e Acqualagna hanno ceduto 100mila azioni a Mms, il rendimento è del 3,73%.

Venti anni fa la privatizzazione

Sono trascorsi vent’anni dalla privatizzazione della società. Era il settembre 2002 quando fu perfezionata la vendita del 24% delle azioni di Aspes Multiservizi a Seabo di Bologna, trasformatasi poi in Hera per l’aggregazione di 11 aziende municipalizzate e quotata in borsa dal 2003. Nel 2006 Hera salì al 49,79% del capitale dopo la fine dell’esperienza dell’azionariato diffuso al quale nel 2003 era stato riservato il 41% del capitale, nel 2008 nacque Marche Multiservizi dalla fusione per incorporazione con Megas.

Nella sua relazione ai soci, l’amministratore delegato Mauro Tiviroli ha sottolineato la ricaduta sul territorio nel 2021 di un valore economico pari a 70 milioni di euro, misurato con gli stipendi percepiti dai dipendenti, il corrispettivo di materiali e servizi venduti dai fornitori locali, i dividendi incassati dagli enti locali, le imposte e i canoni riscossi dai Comuni. «Un valore economico pari a circa 250 euro per abitante - ha precisato con enfasi il manager -. Marche Multiservizi, dunque, si conferma l’azienda “del territorio”, con un importante apporto in termini di servizi di qualità, lavori, forniture ed occupazione».

Le critiche del dibattito pubblico

Nel dibattito pubblico la gestione privatizzata dei servizi pubblici locali con alti utili (per quanto in settori regolati da Arera, che disciplina il recupero degli investimenti) è una materia controversa, tanto più sulla base dell’esito dei referendum del 2011 sull’acqua pubblica. C’è un fronte sociale e politico che propone le forme alternative delle gestioni dell’azienda speciale (la quale consente di recuperare il valore delle imposte, oltre 6 milioni di euro nel bilancio di Mms) e dell’“in house providing”, che pur utilizzando lo strumento della società per azioni riserva totalmente agli usi sociali dei Comuni gli utili distribuiti rispetto al vulnus dell’uscita dal territorio di risorse generate dalle tariffe (come nel caso del dividendo riscosso da Hera di Bologna).

L’impegno per l’impiantistica

Da annotare, infine, che nel bilancio del 2021 l’amministratore Tiviroli si fa carico di mantenere l’impegno economico per migliorare l’impiantistica previsto dall’accordo di programma del 2017, in seguito censurato come arbitrario dalla Regione. L’accordo era volto ad accelerare il riempimento con i rifiuti industriali da fuori regione delle discariche di Urbino (sito ormai saturato) e Tavullia al fine di recuperare risorse da investire nell’impianto di trattamento meccanico biologico, la cui previsione è stata poi superata dal piano d’ambito dei rifiuti del 2021. 

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