Marotta come Tavullia, piccola terra dei grandi campioni: «Mazzanti e Bertini, vi racconto come iniziò tutto»

Martedì 7 Settembre 2021 di Marco Spadola
Bertini e Mazzanti stappano due bottiglie per un brindisi speciale

MAROTTA Poco più di 14mila abitanti e ben due allenatori campioni d’Europa. Un’unicità probabilmente mondiale quella marottese, resa ancor più particolare considerando che i protagonisti, Davide Mazzanti e il suo vice Matteo Bertini, che hanno portato la nazionale di volley femminile alla vittoria dell’Europeo, sono nati e cresciuti nella stessa via. Un po’ come Tavullia per i motori con Valentino Rossi, suo fratello Luca Marini e Franco Morbidelli.

 

 

Per anni conosciuta come la Berlino dell’Adriatico, spesso sotto i riflettori come la città del mare d’inverno, ora Marotta è salita sul tetto d’Europa per il volley. Una casualità? No, bensì i frutti dell’eccellente lavoro portato avanti per tanti anni da un grande tecnico come Roberto Casagrande. E’ lui ad aver fatto muovere i primi passi ai due coach campioni in palestra: «Allenavo la Libertas Marotta. Erano gli anni ‘90, Davide e Matteo avevano circa 14-15 anni. Cercavano uno sport diverso dal calcio. Sono partiti con me da zero. Da subito mi hanno seguito con grande attenzione ed entusiasmo. Con quel gruppo dall’ultima serie siamo arrivati in brevissimo tempo alla D, vincendo continuamente campionati. Erano gli anni dei tanti e importanti successi della nazionale di Velasco, e anche questo contribuì molto a farli appassionare». 
Entrambi ben presto hanno palesato una marcia in più: «Erano portati a capire in profondità questo sport. Una qualità che poi li ha portati a intraprendere la carriera di allenatore». 

E domenica, al loro rientro a Marotta per festeggiare con la città, Mazzanti e Bertini sono subito corsi ad abbracciare Casagrande: «C’è un bellissimo feeling con tutto il gruppo nato durante quegli anni. Anche altri allenano: Burini, Portavia, Letizi. Ci si sente spesso. A Davide dopo la sconfitta alle Olimpiadi avevo detto che contro quella Serbia era impossibile far meglio. Lui mi ha riposto che gli serviva Bertini. Matteo è arrivato e lui mi ha risposto: “Te l’avevo detto”. Sono grandi amici e si completano. E’ stato emozionante l’abbraccio di domenica, sono molto riconoscenti e mi fa piacere. Credo tutti stiamo vivendo una favola».

Tra i tantissimi che domenica sono accorsi in strada al loro arrivo anche l’amico storico Gianluca Volpini: «L’amicizia è nata grazie alla pallavolo e in tutti questi anni il legame è rimasto forte. Abbiamo un gruppo su WhatsApp e ci si sente periodicamente. Sono due ragazzi molto umili e spesso ci si confronta. Tutti avevamo capito che avevano una marcia in più nel leggere le situazioni di gioco: Bertini un grande tattico, Mazzanti un innovatore e molto tenace. Insieme sono una forza».

 

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