Gabicce, malato di tumore riprende a lavorare: l'Inps gli toglie l'assegno

Venerdì 17 Gennaio 2020
Valentina, la piccola Giada e Simone Valentini
GABICCE - Negato l’assegno d’invalidità. Una decisione dell’Inps di Pesaro sta condizionando negativamente la vita di una famiglia di Gabicce. Si tratta di quella del quarantaduenne Simone Filippini che, nel 2015, si è ammalato di “Policitemia Vera”. Questo raro tumore del sangue ha paralizzato le sue gambe per quasi un anno e lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle. Condizione che Simone, con tenacia e tanto coraggio, è riuscito a superare tornato perfino a lavorare. Di professione fa il metalmeccanico ed oggi, forte di un certificato rilasciato dopo una visita medica a Rimini, svolge mansioni con tempi e modi adattati alle sue condizioni in un’azienda ai confini del Pesarese. 

Un futuro che però rimane sempre in forse ma che, per la moglie Valentina e più di tutto per la sua piccola Giada di solo 4 anni, affronta con grinta se non ci fosse quella lettera dell’Inps, consegnata pochi giorni fa, che conferma che l’assegno di sostegno non sarà più versato e, dunque, sembra contestare lo stato d’invalidità. «Siamo sposati dal 2009 - spiega la moglie Valentina Guidi -, nostra figlia è nata nel 2015. Quando Simone ha iniziato ad ammalarsi, aveva solo 3 mesi. Avvertiva solo un gran mal di gambe che, all’inizio, abbiamo confuso con una sciatalgia ma poi, quando è passato all’altra gamba, il medico lo ha costretto ad andare al pronto soccorso». Due mesi dopo, Simone si muoveva solo con una sedia a rotelle. Diagnosi: un raro tumore al sangue. «Non mi soffermo sul fatto che siamo stati abbandonati a noi stessi – prosegue Valentina -. Da soli abbiamo dovuto cercare un centro per fare fisioterapia. Ma l’importante è che mio marito abbia ripreso la sua vita sotto controllo e addirittura sia ritornato a lavorare». 
Con un’invalidità civile dell’85% però, riconosciuta dalla commissione di Pesaro a gennaio 2018. Valutazione con cui Simone bussa al Poliambulatorio San Gaudenzio, specializzato nella Medicina del Lavoro, al fine di ottenere una visita medica che definisca esattamente le prescrizioni e possa ritornare al lavoro. «Pertanto – precisa Valentina – oggi fa lo spedizioniere ma con modalità consone al suo stato fisico». Condizioni che adesso l’Inps ha contestato togliendo l’assegno e anche non riconoscendogli i benefici della Legge 104.
  Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 14:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA