Addio a Bruno Ciclon Nuara, zio di calcio e basket conosciuto da tutti. Fatale l'intervento al femore

Sabato 17 Aprile 2021
Una foto storica di Bruno Ciclon Nuara calciatore

FERMIGNANO E’ morto, causa complicazioni da un intervento al femore, Bruno Nuara, 77 anni, detto “Ciclon”. Due paesi lo piangono, Fermignano, dove ha trascorso parte della sua vita, e Urbania. Si era trasferito nella antica Casteldurante dopo il matrimonio con Domenica e la nascita del figlio Francesco.

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Bruno Nuara è stato il cosiddetto “zio” di intere generazioni. Sotto le sue ali protettive un nugolo di giovani che Bruno portava, con la sua 850 Fiat, ai concerti all’Altro Mondo di Rimini oppure a vivere contese di una pallacanestro stellare nell’hangar di via di Pesaro. Storiche le sue frasi: «Questa – indicando la 850 – è come la mamma: ce n’è una sola».

Operaio in falegnamerie metaurensi, laborioso e ostinato, collaborò, a Fermignano, con estrema dedizione nella società cestistica dell’indimenticato presidente Domenico Toccacieli (esattamente quello del Trofeo Internazionale “Lamborghini”) che sfiorò, all’epoca, anni ‘70, la serie C nazionale e, poi, continuò la sua partecipazione fattiva, all’interno del sodalizio del “mitico” durantino professor Tasselli. Chi non lo ricorda con indosso la maglia a righe dello Csi Fermignano dei fratelli Dario e “Boccetta” Bindelli? Giocava come “battitore libero” perchè diceva «non gli piaceva correre, ma far correre». Contro la Vis, a fine anni ‘60, una sua punizione di mancino si stampò, sibilante, sulla traversa. Come dice Giuàn: “Ti sia lieve la terra”. I funerali stamattina alle 9.45 nel Duomo di Urbania.

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