Il Canale Albani ha già sete, dal pozzo Aset arrivano in anticipo 300mila litri

Giovedì 24 Giugno 2021 di Andrea Amaduzzi
Il Canale Albani

FANO - A chiamarla siccità non si fa certo la figura degli allarmisti. E se comunque si fatica ad accettare che quest’anno sia arrivata prima del solito, basta guardare le previsioni, che nel breve-medio termine escludono precipitazioni, perché ci si rassegni all’idea. Un’occhiata ai siti specializzati continua a darla anche l’assessore all’Ecologia urbana Mascarin che deve pesare giorno dopo giorno anche le ripercussioni sul canale Albani «dove il fatto che non cada una goccia da ormai tre settimane ha prodotto un abbassamento del livello di circa mezzo metro. Per adesso, però, di acqua ce n’è ancora abbastanza».

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Chiarito dunque che l’emergenza non è dietro l’angolo, anche se poi la storia insegna che non ci si deve preoccupare solo di quanta acqua scorra ma che sia acqua sufficientemente buona per tutelare l’ecosistema. «Dobbiamo oltretutto considerare che per lavori all’invaso di San Lazzaro il rilascio fino al 5 luglio sarà ridotto. Così si è deciso di anticipare l’immissione di acqua dal pozzo di Aset di via Papiria» comunica Mascarin, che dal 2018 può fare conto su questa preziosa riserva per integrare e soprattutto ossigenare il flusso del canale. «Cominceremo domani (oggi ndr) con un prelievo di 300.000 litri. Altrettanti verranno attinti la prossima settimana» la sintesi di un calendario di interventi che deve rispettare l’esigenza «di un utilizzo oculato. In passato abbiamo fatto ricorso al pozzo per un massimo di un mese e mezzo, a partire da fine luglio e fino a metà settembre. Le condizioni ci impongono quest’anno di affrettare le operazioni ma - registra l’assessore - dobbiamo prepararci a periodi ancora più duri dell’attuale e dunque bisogna cautelarsi, nonostante il pozzo, che eroga fino a 120.000 litri l’ora, abbia sinora dato sempre buona prova». 

Pacifico, tra l’altro, che la funzione equilibratrice del pozzo sarebbe immediatamente esercitata in caso di improvvisi temporali «quando si verificano dilavamenti che trascinano a valle fanghi e povere e diventa più pressante l’esigenza di migliorare la qualità dell’acqua». Il ricambio si concentrerà prevalentemente nel tratto terminale del canale, dove è acquartierato il grosso della popolazione faunistica che verrà presto censita da Lupus in Fabula nella cornice di quel protocollo d’intesa fra Comune, Enel, associazione Canale Albani e altre organizzazioni «che scadrà ad ottobre e che verrà rinnovato mantenendone l’impianto. E’ un’esperienza che ha funzionato». 

Una sessantina gli anatidi presenti, tre volte tanto rispetto al ripopolamento attuato a seguito della diaspora del 2017, ma meno di un terzo «rispetto ai 200 che contavamo all’epoca». Situazione ampiamente governabile, dunque, come quella delle nutrie («sempre meno e polarizzate più a monte) e dei topi («quasi scomparsi per effetto di derattizzazione e recinzioni rifatte, ma anche perché la gente non getta più cibo, lasciando che siano i volontari a gestire l’alimentazione degli anatidi»), mentre all’altezza dei Passeggi sono stati notati nel frattempo alcuni scoiattoli. 

 

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