Fano, addio all'ultimo dei deportati
«Puliani memoria della tragedia»

Martedì 1 Gennaio 2019
Mario Puliani morto a 98 anni

FANO - Mario Puliani era la memoria della tragedia bellica del secolo breve, tra gli ultimi deportati fanesi, se non l’ultimo, ancora in vita. Avrebbe compiuto 99 anni l’8 febbraio prossimo, ma non ha voluto vedere il 2019 preferendo restare ancorato al presente, al passato e al ricordo della moglie Angela che l’ha preceduto nel suo addio terreno lo scorso novembre, nemmeno due mesi fa, a 93 anni.
Mario Puliani, classe 1920, sì è spento nella notte tra il 29 e il 30 dicembre ed era uno degli ultimi testimoni della deportazione militare avvenuta dopo l’8 settembre 1943. Puliani fu imprigionato nei lager di lavoro a nord della tedesca Amburgo durante la Seconda Guerra Mondiale quando, insieme a 800mila militari italiani, prese la decisione di non aderire alla Repubblica Sociale di Salò e proprio per questa scelta fu arrestato dai Nazisti in Grecia dove il suo reparto militare era stato mandato a combattere.

A Mario Puliani, all’indomani della Liberazione fu attribuita la medaglia d’onore “Croce di Guerra”. Il suo racconto di prigionia è stato documentato e trasmesso in diverse tv regionali nel documentario “La memoria garanzia di libertà”, che il figlio Massimo ( conosciuto docente e regista) ha realizzato intervistando 16 deportati della provincia. «Ho appena ritrovato - racconta Puliani commuovendosi al ricordo del padre - una cartolina che mi ha riempito il cuore. Arrivato a Scandicci il 20 aprile del 1945, dopo due anni circa di prigionia fu dimesso sette giorni dopo».

«Altri militari - ricorda - commilitoni di mio padre, provenienti dai campi di concentramento tedeschi, invece di essere dimessi dall’ Amg Evacuation Camp n.27 erano stati trasferiti per tubercolosi al Forlanini di Roma, da dove non sono più tornati a casa. Anche queste piccole storie fanno parte della nostra memoria».
Mario Puliani molto conosciuto a Fano anche per aver lavorato presso l’ufficio igiene del Comune, ha continuato sempre con orgoglio a sostenere la militanza antifascista. 

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