Contrario al Green pass, il consigliere fanese si dimette: «Misura che lede i diritti fondamentali»

Domenica 10 Ottobre 2021 di Andrea Amaduzzi
La sala del Consiglio comunale di Fano vuota

FANO - Che Matteo Giuliani avesse in mente di dimettersi da consigliere comunale dei Cinque Stelle i più non ne avevano neanche lontano sentore. Discorso diverso per gli intimi e chiaramente per il diretto interessato. «Era da un po’ che meditavo questa decisione. Diciamo che gli ultimi eventi l’hanno accelerata» rivela il presidente di Bene Comune, che esclude qualunque contrasto politico («resto anzi a disposizione») prima di svelare la ragione vera. 

 

 

«Sono fortemente contrario sul piano etico e su quello costituzionale alla normativa che disciplina il Green pass. Ritengo si tratti di una misura coercitiva e discriminatoria che lede diritti fondamentali, disattendendo anche le indicazioni espresse ai massimi gradi della giustizia europea» spiega Giuliani, che ha assistito sempre più perplesso all’estensione dell’obbligo della certificazione ora applicato anche agli eletti. Il consiglio comunale fanese tornerà a riunirsi in presenza solo forse dalla prossima seduta, ma Giuliani non ne fa una questione esclusivamente attinente all’esercizio del suo mandato. Se nel suo caso il no al Green pass si traduca in una posizione no vax, non intende invece chiarirlo: «Dirsi vaccinato o non vaccinato non aggiungerebbe, né toglierebbe nulla alle mie convinzioni. Servirebbe solo a confermare la distinzione in due categorie di cittadini che invece per la Costituzione sono tutti uguali». Giuliani si dice rammaricato in particolare per gli amici di Bene e Comune, anche perché poi gli subentrerà Giovanni Fontana, esponente della prima ora dei Cinque Stelle fanesi e già in consiglio dal 2016 al 2019. 

«La sua esperienza e la sua spiccata sensibilità ci consentiranno di mantenere alta la qualità del nostro impegno istituzionale» spiega il capogruppo Mazzanti, che circa la decisione di Giuliani si limita a precisare che «è maturata in piena autonomia e libertà», manifestando poi gratitudine al dimissionario «per avere rappresentato egregiamente il movimento e per il lavoro svolto al servizio dei cittadini, che hanno potuto apprezzarne preparazione e disponibilità». 

 

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